Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: … · Le banche di emissione in Italia tra...

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Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: un caso di concorrenza? Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson 1 Centro di Metodologia delle Scienze Sociali, LUISS, «Guido Carli», Roma During the years between 1861 and 1893 six banks were au- thorized to issue notes redeemable in gold or silver — though with frequent episodes of suspension — and accepted at par in Italy. Be- cause of the existence of several issuing banks the Italian experi- ence was often referred to as an example of competition in money issuance; as a result, the regime of competition was blamed for the financial crisis which took place at the end of the period. This ar- ticle challenges the idea that note issuance in Italy was carried out under competition. The theoretical framework used to analyse the Italian experience from the viewpoint of competition is free-bank- ing; the theory provides a model to analyse competition between notes issued by unrestricted banks which are changed at par and redeemable in some standard good on a fractional reserve basis. Although the Italian case cannot be considered an example of free- banking, this framework can help explain whether — and under which circumstances — note issuance conditions in Italy came close to a situation of competition. According to the model, re- deemability and the absence of any role by Government are essen- tial conditions for competition between currencies to take place. Judged on these basis, Italian experience has been on the whole a SAGGI 1 Giuseppina Gianfreda è funzionario presso l’Autorità Garante della Concor- renza e del Mercato, Roma; Nathalie Janson è docente di Economia Finanziaria presso la European School of Economics, Roma. Le idee espresse nell’articolo so- no esclusivamente delle Autrici e non impegnano in alcun modo gli istituti citati. Si ringraziano Dario Antiseri, Antonio Martino, Enrico Colombatto, Pascal Salin, Ivo Sarjanovic, George Selgin, Larry White e due referee anonimi per gli utili com- menti. La responsabilità di eventuali errori resta delle Autrici. Avvertenza: i numeri nelle parentesi quadre si riferiscono alla Bibliografia al- la fine del testo.
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  • Le banche di emissione in Italia trail 1861 e il 1893:

    un caso di concorrenza?

    Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson1

    Centro di Metodologia delle Scienze Sociali,LUISS, Guido Carli, Roma

    During the years between 1861 and 1893 six banks were au-thorized to issue notes redeemable in gold or silver though withfrequent episodes of suspension and accepted at par in Italy. Be-cause of the existence of several issuing banks the Italian experi-ence was often referred to as an example of competition in moneyissuance; as a result, the regime of competition was blamed for thefinancial crisis which took place at the end of the period. This ar-ticle challenges the idea that note issuance in Italy was carried outunder competition. The theoretical framework used to analyse theItalian experience from the viewpoint of competition is free-bank-ing; the theory provides a model to analyse competition betweennotes issued by unrestricted banks which are changed at par andredeemable in some standard good on a fractional reserve basis.Although the Italian case cannot be considered an example of free-banking, this framework can help explain whether and underwhich circumstances note issuance conditions in Italy cameclose to a situation of competition. According to the model, re-deemability and the absence of any role by Government are essen-tial conditions for competition between currencies to take place.Judged on these basis, Italian experience has been on the whole a

    SAGGI

    1 Giuseppina Gianfreda funzionario presso lAutorit Garante della Concor-renza e del Mercato, Roma; Nathalie Janson docente di Economia Finanziariapresso la European School of Economics, Roma. Le idee espresse nellarticolo so-no esclusivamente delle Autrici e non impegnano in alcun modo gli istituti citati.Si ringraziano Dario Antiseri, Antonio Martino, Enrico Colombatto, Pascal Salin,Ivo Sarjanovic, George Selgin, Larry White e due referee anonimi per gli utili com-menti. La responsabilit di eventuali errori resta delle Autrici.

    Avvertenza: i numeri nelle parentesi quadre si riferiscono alla Bibliografia al-la fine del testo.

  • far cry from competition, not only because of the frequent sus-pensions of redeemability but because Government interventionsdistorted competitive decision-making by banks and on some oc-casions prevented the clearing process to take place. In addition tothe direct support granted to single banks in exchange for loansor for political purposes and to several forms of regulation onthe issuing activities, competition was hampered by the willingnessof Government to suspend redeemability in time of crises. On se-veral occasions banks were given the opportunity to be exemptedfrom the rules of competition instead of maximizing their profitsubject to those constraints [Cod. JEL: E42, E51, N13].

    Introduzione2

    Nel periodo compreso tra lunificazione del Regno ed il 1893,anno dellistituzione della Banca dItalia, esistevano in Italia di-versi istituti di emissione, che hanno operato in vari regimi: con-vertibilit, corso forzoso, emissione di biglietti consorziali, ripri-stino temporaneo della convertibilit. Data la pluralit degli isti-tuti deputati alla creazione di moneta, lesperienza italiana sta-ta spesso ritenuta un esempio di concorrenza tra monete3. Que-stinterpretazione ha portato ad attribuire alla concorrenza la re-sponsabilit delle crisi bancarie che hanno caratterizzato gli ulti-mi anni del periodo.

    Tuttavia, considerati sia i frequenti episodi di sospensione del-la convertibilit, sia gli interventi del governo a sostegno di sin-goli istituti, sorge il problema di stabilire se effettivamente possadirsi che le banche di emissione hanno operato in regime di con-correnza e se, quindi, il comportamento destabilizzante delle ban-che possa essere imputato alla concorrenza.

    Allepoca, le banche di emissione emettevano biglietti scam-biati alla pari, denominati in ununica unit di conto la lira

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    2 Questarticolo frutto dello sforzo congiunto di entrambe le Autrici; pertan-to, non sempre possibile isolare il contributo specifico di ognuna. Limitatamenteallanalisi degli eventi monetari, Giuseppina Gianfreda si occupata dei primi duesottoperiodi e Nathalie Janson degli ultimi due.

    3 In realt, la Banca dItalia inizi ad emettere in regime di monopolio a parti-re dal 1926; tuttavia, dopo il 1893 il numero di istituti di emissione venne dimezza-to e vennero introdotte delle restrizioni alle operazioni consentite, di modo che ilperiodo spesso definito di concorrenza quello compreso tra il 1861 e il 1893.

  • e redimibili, sebbene in modo discontinuo, in uno standard co-mune, con un sistema di riserve frazionarie. Date queste caratte-ristiche, il modello di note issuance competition pi adatto peranalizzare le condizioni dellemissione nel nostro paese apparequello free-banking; la teoria della banca libera analizza infatti imeccanismi che regolano la concorrenza tra monete interne li-beramente emesse dalle banche e convertibili a tasso fisso in unbene standard, con un sistema di riserve frazionarie.

    La teoria del free-banking viene utilizzata in questarticolo co-me modello di note issuance competition di riferimento per lin-terpretazione degli eventi italiani; lobiettivo comprendere se, ein quali circostanze storiche, le condizioni dellemissione hannorispecchiato le regole del gioco previste dal modello di concor-renza tra monete e come le banche hanno reagito al modificarsidelle regole.

    A tal scopo, si individuano in primo luogo i meccanismichiave che, in un sistema di free-banking, regolano i rapporti diconcorrenza nelle condizioni descritte. Secondo la teoria del free-banking, elemento essenziale della concorrenza la convertibi-lit dei biglietti nel bene di riferimento. In particolare, la richie-sta di conversione della propria moneta in sede di compensa-zione pone un vincolo allemissione delle banche; dato tale vin-colo, ogni banca aggiusta il suo rapporto tra emissione e riservein modo da massimizzare il profitto derivante dallemissione. Ilmodello presentato nellarticolo mostra come la convertibilitmodifica le condizioni di massimizzazione del profitto derivantedallemissione.

    In secondo luogo, si analizza la vicinanza/lontananza dellecondizioni dellemissione rispetto alle regole del gioco della con-correnza, interpretando, in questa chiave, il comportamentodelle banche. Sotto questultimo profilo, la condotta delle ban-che stata principalmente analizzata con il parametro delle-voluzione della circolazione, in assoluto e in rapporto con leriserve.

    Dallanalisi emergono due elementi principali:1) quando le condizioni di emissione si sono avvicinate alle con-dizioni teoriche della note issuance competition, ossia le banche

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 17

  • sono state vincolate dalla presenza degli altri istituti attraverso laconvertibilit dei propri biglietti, il comportamento risultato pivirtuoso. Questo accaduto, per esempio, nel periodo compresotra il 1861 e il 1866 per tutte le banche, durante il corso forzosodella Banca Nazionale Sarda per gli istituti minori, durante il pe-riodo del consorzio per la circolazione privata delle banche. Quan-do il vincolo venuto meno, le banche hanno mostrato una ten-denza a sovraemettere, incrementando le attivit attraverso la cir-colazione.

    In particolare, la tendenza alla sovraemissione si manife-stata non solo quando la convertibilit stata ufficialmente so-spesa (corso forzoso dei biglietti della Banca Nazionale Sarda),ma anche nelle situazioni in cui le banche hanno ottenuto di fat-to linconvertibilit dei propri biglietti a livello della compensa-zione interbancaria, grazie alle intercessioni dello Stato (abolizio-ne della riscontrata4 negli ultimi anni del periodo, prima di fattoe poi ufficialmente).

    Da questo punto di vista, sebbene lItalia non rappresenti uncaso di free-banking, in quanto alcune delle condizioni previste dalmodello come la libera facolt di emettere moneta da parte diqualsiasi banca del sistema e lassenza totale del ruolo dello Sta-to nella gestione monetaria non si sono mai pienamente veri-ficate, lanalisi rappresenta una conferma indiretta delle ipotesidel modello;2) nel periodo considerato, il governo ha interferito a pi ripresecon lattivit di emissione, alterando le regole del gioco. La di-sponibilit a modificare le regole ha condizionato il comporta-mento delle banche: in diverse occasioni, infatti, la banche han-no puntato ad ottenere di privilegi, ad esempio sotto forma diesenzione dal vincolo della convertibilit, invece che perseguireobiettivi di massimizzazione del profitto nellambito delle regoledella convertibilit.

    Il ruolo dello Stato risultato particolarmente rilevante nel-lultimo periodo: a fronte di difficolt incontrate da alcune ban-

    18 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    4 La riscontrata pu definirsi come il trasferimento netto di risorse da unistituto allaltro a saldo delle operazioni di compensazione.

  • che italiane non di emissione lo Stato ha espressamenteincoraggiato gli istituti a emettere moneta al fine di sosteneregli operatori in difficolt; inoltre, nello stesso periodo ha spintoa pi riprese gli istituti pi solidi (Banca Nazionale Sarda eBanco di Napoli) a tenere nelle proprie casse i biglietti di isti-tuti in difficolt con la compensazione, invece di lasciare ai mec-canismi di mercato il compito di riequilibrare la circolazione.La fase si infatti conclusa con una sospensione generale dellaconvertibilit.

    La conclusione che si trae dallanalisi degli eventi storici chela circolazione monetaria nel periodo in esame non pu essere in-terpretata come il frutto di un processo concorrenziale, soprat-tutto nelle fasi pi critiche. Infatti, non solo la tendenza alla so-vraemissione si verificata proprio nei momenti in cui stata so-spesa lunica regola indicata dal modello teorico, ossia la conver-tibilit, impedendo cos che la variazione delle riserve realizzasselaggiustamento; soprattutto, perch la disponibilit dello Stato,osservabile a pi riprese, a sollevare gli istituti dallobbligo dellaconversione in tempo di crisi (esogene) ha favorito comportamentidestabilizzanti da parte degli stessi.

    Larticolo si struttura nel modo seguente: nel paragrafo 2 sitratta la teoria del free-banking, presentando un modello di mas-simizzazione del profitto dellimpresa bancaria che svolge funzio-ni di emissione in convertibilit e in corso forzoso; il paragrafo 3analizza gli eventi monetari, le condizioni dellemissione e il com-portamento delle banche suddividendo il periodo in 4 sottoperio-di (1861-1965; 1866-1873; 1874-1880; 1881-1893).; nel paragrafo 4si traggono le conclusioni dellanalisi e si discute della diversitdi valutazione rispetto ad altri articoli. LAppendice riporta la ver-sione formalizzata del modello.

    1. - La teoria del free-banking

    Il free-banking un sistema in cui lemissione monetaria nonviene attribuita in via esclusiva ad una Banca Centrale, ma ognibanca ha facolt di emettere liberamente biglietti o altri debiti a

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  • vista5 convertibili in un bene di riferimento, comunemente accet-tato. Il bene di riferimento rappresenta la moneta superiore; que-sto pu a sua volta essere utilizzato negli scambi e rappresentareunalternativa alle monete emesse dalle singole banche6.

    La teoria del free-banking si inizialmente sviluppata con ri-ferimento ad alcune esperienze storiche, rappresentate dallo svi-luppo spontaneo di un sistema basato sulla libera emissione, daparte delle banche, di banconote convertibili in oro, in regime digold standard; ad esempio, il caso della Scozia o del Canada7. Intali circostanze, i sostenitori del free-banking sostenevano la pre-feribilit di un sistema di emissione affidato alla libera determi-nazione dei singoli istituti piuttosto che accentrato in una BancaCentrale, in regime di gold standard.

    Le elaborazioni pi moderne del modello sono per svinco-late dal regime aureo. Il modello moderno di free-banking preve-de la convertibilit dei biglietti in una qualsiasi moneta superio-re, sia essa loro, la valuta estera, una base congelata di mo-neta fiduciaria, e cos via, in cui si regolano i saldi compensato-ri tra le banche, ad un rapporto predeterminato8. Gli istituti si im-pegnano ad acquistare e vendere la moneta superiore al prezzofissato.

    Accanto al free-banking, i modelli di note issuance competitionelaborati in letteratura sono rappresentati dai modelli di conver-tibilit indiretta e i modelli basati sullemissione di monete ester-ne non convertibili9.

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    5 Per semplicit, dora in avanti ci si riferir genericamente ai biglietti o al-la moneta emessa dalle banche, comprendendo comunque in questa categoriaqualsiasi forma di debiti a vista che la banca si impegna a rimborsare a tasso fis-so con il bene di riferimento.

    6 Lesistenza di una singola unit di conto, in cui vengono denominati i valo-ri nominali, garantisce il sistema contro la presenza di effetti di lock-in, ossia lin-trappolamento del pubblico nellutilizzo di una moneta inefficiente derivante daicosti connessi con labbandono di tale moneta e ladozione di una nuova moneta,qualora tale operazione comporti la ridenominazione dei valori nominali secondoil nuovo standard.

    7 v., ad esempio, WHITE L.H. [24], [25].8 v., ad esempio, SELGIN G.A. [20], [21], e SELGIN G.A. - WHITE L.H. [22].9 Una pi dettagliata illustrazione delle teorie di note issuance competition

    contenuta in WHITE L.H. [25].

  • Nei modelli di convertibilit indiretta10, i biglietti emessi dal-le banche sono ancorati ad un paniere di beni (o, al limite, ad unsolo bene), ma la convertibilit viene mantenuta nei confronti diun bene diverso (ad esempio titoli), senza che questo abbia a svol-gere le funzioni della moneta. In questi sistemi, il valore dei bi-glietti non legato al prezzo del bene di riferimento; la quantitdi bene di riferimento che si ottiene alla conversione pari allaquantit acquistabile con il bene-ancora. Il modello di converti-bilit indiretta prevede un sistema di aggiustamento simile a quel-lo del free-banking, perch basato sulla variazione delle riserve del-le banche. Tuttavia, al contrario del free-banking, tale sistema non mai stato osservato come esperienza storica11.

    I modelli di concorrenza tra monete esterne, non converti-bili (Hayek [11]; Klein [13]), si basano sulla preferenza del pub-blico per la moneta stabile come meccanismo di riequibrio. Adesempio, in Hayek [11] la singola banca annuncia lintenzione dimantenere il potere dacquisto della sua moneta in termini di unpaniere di beni. In questi modelli, il vincolo allemissione per lasingola banca non dato dalla richiesta di rimborso in sede dicompensazione, ma dalla perdita di quote di mercato conseguen-te allemissione di moneta non credibile12.

    Tra i modelli di concorrenza nellemissione, il free-banking ap-pare quello che pi ricalca le caratteristiche dellemissione in Ita-lia, considerato che le banche italiane emettevano biglietti diret-tamente convertibili al di l dei casi di sospensione in me-tallo e accettate alla pari. Tali biglietti rappresentavano a tutti glieffetti monete interne, ossia redimibili in uno standard comune,che costituisce la moneta superiore del sistema13.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 21

    10 v. esempio, DOWD K. [5], YEAGER L.B. e GREENFIELD R.L. [27].11 v. WHITE L.H. [26].12 Tali modelli, per, basandosi su un mero impegno da parte delle banche,

    piuttosto che sulla garanzia della convertibilit, pongono problemi di time-consi-stency. Sul punto, v. WHITE L.H. [26].

    13 Altri studi (ad esempio RIPA DI MEANA A. e SARCINELLI M. [16]) hanno avvi-cinato lesperienza italiana ad una concorrenza tra monete sovrane, scambiate al-la pari in un sistema a cambi fissi. Tuttavia, nel caso italiano i biglietti erano emes-si dalle banche allinterno del Regno dItalia; erano espressi in una sola unit diconto, la lira, e redimibili in metallo, sebbene in modo discontinuo; non si han-no evidenze di sistemi di prezzi diversi nelle zone di circolazione dei biglietti. Da-

  • Evidenziando i meccanismi che regolano lemissione moneta-ria in un sistema di free-banking, possibile stabilire sino a chepunto i comportamenti delle banche di emissione italiane sianospiegabili alla luce della concorrenza.

    Le condizioni necessarie per lo sviluppo del meccanismo con-correnziale secondo il modello di free-banking sono rappresentatedal libero accesso nel mercato dellemissione da parte di qualsia-si banca, dalla piena e libera convertibilit delle monete sia a li-vello del pubblico che a livello interbancario e dalla totale assen-za dello Stato dalle attivit di emissione.

    In particolare, la convertibilit gioca un ruolo chiave nel rie-quilibrio del sistema. Infatti, se la singola banca emette monetain misura eccessiva rispetto alla domanda di biglietti del pubbli-co, in termini reali, i biglietti in eccesso vengono spesi e ricevutidagli altri istituti, che ne chiederanno il rimborso. In sede di com-pensazione, la banca che sovraemette tende a trovarsi in posizio-ne debitoria netta nei confronti delle altre banche. dunque co-stretta a ridurre la circolazione sino a ristabilire un rapporto cor-retto tra quantit di biglietti emessi e quantit di moneta supe-riore detenuta.

    In un sistema maturo, ogni banca avr incentivo ad accetta-re alla pari i biglietti emessi dagli altri istituti14, sia perch talecondizione crea economie di rete e, quindi, aumenta la circola-zione dei propri biglietti, sia perch il rifiuto di accettare la mo-neta delle altre banche espone listituto alla richiesta di rimborsodei propri biglietti (Selgin [20]; White [26]). Infatti, se la banca Arifiuta di accettare i biglietti emessi dalla banca B, che il pubbli-co utilizza, mentre B accetta i biglietti di A, la banca B si trovera detenere quantit di biglietti di A, di cui prima o poi chieder

    22 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    te queste caratteristiche, i biglietti emessi dalle banche italiane sono qui conside-rati a tutti gli effetti come monete interne, e non come valute sovrane. Tutta-via, il sistema di cambi fissi tra valute sovrane con aggiustamento a carico del-le riserve, dal punto di vista del meccanismo di riequilibrio, funziona come fosseun free-banking; di conseguenza, nei periodi in cui lesperienza italiana si allonta-na dai meccanismi di concorrenza previsti dal free-banking, in quanto viene so-spesa la convertibilit, ufficialmente o di fatto, cessa di applicarsi anche il siste-ma di concorrenza basato sullaggiustamento delle riserve in un sistema di va-lute convertibili alla pari.

    14 v. SELGIN G.A. [20], WHITE L.H. [26].

  • la conversione, senza che A sia in condizioni di compensare il suodebito con i biglietti di B.

    A livello macroeconomico, Selgin [21] ha mostrato che la sta-bilit del sistema assicurata dalla necessit di costituire delle ri-serve in funzione della volatilit attesa dei saldi compensatori ne-gativi; dal momento che allaumentare dellemissione tale volati-lit cresce, anche le riserve sono crescenti.

    A livello microeconomico possibile mostrare come la con-vertibilit incide sulle condizioni di massimizzazione del profittoda parte delle banche, vincolando lemissione dei biglietti. A talescopo si costruito un modello di equilibrio dellimpresa banca-ria a cui, oltre alla funzioni bancarie tradizionali, stata attri-buita anche lattivit di emissione15.

    Nel modello, il profitto associato allemissione rappresenta-to dal reddito netto derivante dallimpiego dei depositi in monetasuperiore, effettuati a fronte del ritiro dei biglietti della banca, de-dotta la quota destinata alla riserva. In un sistema di riserve fra-zionarie, infatti, la banca utilizza la differenza tra il valore dei de-biti a vista (depositi a vista e biglietti) e la riserva al fine di in-crementare le attivit.

    In regime di convertibilit, per, esistono dei costi legati al-lemissione, che sono funzione crescente di questa: costi di circo-lazione, di detenzione delle riserve e di liquidit. I costi di circo-lazione sono i costi sostenuti per aumentare laccettabilit dei bi-glietti e il tempo di detenzione degli stessi, mentre i costi di li-quidit sono i costi che la banca deve sostenere per procurarsi lamoneta superiore da offrire in sede di compensazione nel mo-mento in cui emette in proporzione maggiore rispetto alle riserve.

    In queste condizioni, esiste una quantit ottima di emissioneche massimizza il profitto della banca. In presenza di convertibi-lit, listituto ha dunque incentivo a non sovraemettere.

    Se la convertibilit sospesa, il costo legato alla circolazionedei biglietti si riduce al solo costo di stampa, la cui variazionemarginale pu considerarsi nulla; il signoraggio, di norma pari al-la differenza tra il valore facciale dei biglietti e il costo di stam-

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 23

    15 Una versione formale del modello fornita in Appendice.

  • pa degli stessi, tender ad eguagliare il valore facciale dei bigliet-ti. Il costo di detenzione delle riserve e i costi di liquidit, infat-ti, non sono pi funzione diretta dellemissione. Di conseguenza,non esiste un punto di massimizzazione del profitto legato alle-missione: la banca che ha ottenuto il privilegio ha incentivo a con-tinuare ad emettere sino a quando la collettivit non sostituir isuoi biglietti con moneta diversa.

    3. - Lemissione monetaria dal 1861 al 1891

    Nel periodo compreso tra il 1861 e il 1891, le regole che han-no disciplinato lemissione monetaria sono state modificate pivolte. Nel complesso, alcune delle condizioni previste dal model-lo di free-banking non si sono mai verificate, mentre altre sonostate attuate in modo parziale. Ad esempio, la facolt di emissio-ne non era lasciata a qualsiasi banca, ma solo sei istituti otten-nero il privilegio; lo Stato non ha mai rinunciato a disciplinarelattivit di emissione; la convertibilit stata garantita solo inmodo discontinuo. Ci nonostante, la rilettura degli eventi italia-ni alla luce del modello consente di stabilire in quali circostanze,pur nei limiti evidenziati, pu dirsi che tra gli istituti di emissio-ne abbia operato il processo concorrenziale e come ci ha condi-zionato il comportamento degli operatori16.

    Sotto il primo profilo, si considerano particolarmente rile-vanti, ai fini della valutazione delle condizioni di emissione, le fa-si di ripristino ufficiale e di fatto della convertibilit; la facolt,da parte delle banche, di assumere autonomamente le decisionidi emissione, sia in assoluto che in rapporto alle riserve; lindi-pendenza delle emissioni di ciascun istituto dalla liquidit creatadagli altri istituti; linterferenza nello Stato nellattivit di emis-sione, sotto varie forme17.

    24 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    16 Non rientra invece negli obiettivi del lavoro lanalisi della concorrenza, sia purtra le banche di emissione, ma relativa ad attivit diverse da quelle strettamente mo-netarie. Per questo ulteriore aspetto v., ad esempio, SANNUCCI V. [18].

    17 opportuno specificare che, proprio perch finalizzata ad una valutazionedelle condizioni di emissione in chiave di vicinanza/lontananza del modello di con-

  • Sotto il secondo profilo, il comportamento delle banche stato principalmente valutato sulla base degli andamenti dellacircolazione e delle riserve per tutto il periodo considerato18. Talescelta motivata dal fatto che, come si visto nellanalisi delmodello, in concorrenza la circolazione delle banche influen-zata dallandamento delle riserve. Va tuttavia specificato che, perquanto riguarda le decisioni di emissione, la valutazione del com-portamento degli istituti non viene posta in relazione con ilrispetto dei limiti stabiliti dai decreti. Inoltre, accanto ai datisulla circolazione e le riserve, sono stati di volta in volta consi-derati altri parametri indicativi del comportamento degli istituti,che, a seconda degli eventi e delle circostanze, sono stati rite-nuti significativi.

    Per quanto riguarda lillustrazione dei dati sulla circolazionee sulle riserve, il grafico 1 riporta la circolazione privata degli isti-tuti di emissione dal 1861 al 1893; dal grafico 2 al grafico 7 si ri-portano la circolazione e le riserve, nellordine, della Banca Na-zionale Sarda, Banca Nazionale Toscana, Banca Toscana di Cre-dito, Banco di Napoli, Banco di Sicilia, Banca Romana. La fon-te dei dati da cui sono stati tratti i grafici De Mattia [3], tavo-la 1; per quanto riguarda la Banca Nazionale Sarda, ai dati con-tenuti nella tavola 1 sono stati sottratti, per il periodo 1866-1873,i biglietti dello Stato (tav. 5), al fine di ottenere la circolazioneprivata.

    Per comodit espositiva, il periodo in oggetto stato suddi-viso in 4 sottoperiodi, corrispondenti ai diversi regimi di emis-sione che si sono susseguiti; la convertibilit (1861-1965), il cor-so forzoso dei biglietti della Banca Nazionale Sarda (1866-1873),il regime consorziale (1873-1889), il ripristino apparente della con-vertibilit (1881-1893).

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 25

    correnza, lillustrazione degli eventi non rappresenta in alcun modo unesposizio-ne esauriente e dettagliata della storia monetaria del Regno dItalia nel periodoconsiderato.

    18 Tra i parametri di valutazione del comportamento delle banche, la manovradel tasso di sconto non stata quasi mai considerata in quanto, per quasi tutto ilperiodo, questo stato sottratto alla libera determinazione degli istituti e sogget-to allapprovazione del ministro delle Finanze.

  • 26 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    GRAF. 1

    CIRCOLAZIONE PRIVATA DEGLI ISTITUTI DI EMISSIONE (1861-1893)DATI CONSOLIDATI, MILIONI DI LIRE CORRENTI

    900

    800

    700

    600

    500

    400

    300

    200

    100

    0

    1861

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    1883

    1885

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    1893

    circ

    olaz

    ion

    e

    anni

    GRAF. 2

    CIRCOLAZIONE LORDA E NETTA E RISERVE DELLA BNS (1861-1893)DATI CONSOLIDATI, MILIONI DI LIRE CORRENTI

    BNS L.

    BNS N

    riserva

    anni

    circ

    olaz

    ion

    e lo

    rda

    e n

    etta

    , ri

    serv

    e 1400

    1200

    1000

    800

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    200

    0

    BNS L.BNS Nriserva

    1861

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    1888

    1889

    1890

    1891

    1892

    1893

    BNS N

    Circ. bn

    Circ. bs

    Circ. bnt

    Circ. btc

    Circ.br

    BNS N

    Circ. bn

    Circ. bs

    Circ. bnt

    Circ. btc

    Circ. br

  • Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 27

    GRAF. 3

    CIRCOLAZIONE E RISERVE DELLA BANCA NAZIONALE TOSCANA (1861-1893)DATI CONSOLIDATI, MILIONI DI LIRE CORRENTI

    circ. bntris. Bnt

    Circ. bnt

    ris. Bnt

    120

    100

    80

    60

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    0

    circ

    olaz

    ion

    ea,

    rise

    rve

    1861

    1863

    1865

    1867

    1869

    1871

    1873

    1875

    1877

    1879

    1881

    1883

    1885

    1887

    1889

    1891

    1893

    anni

    GRAF. 4

    CIRCOLAZIONE E RISERVE DELLA BANCA TOSCANA DI CREDITO (1861-1893)DATI CONSOLIDATI, MILIONI DI LIRE CORRENTI

    circ. btcris. Btc

    1861

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    1865

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    1881

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    circ

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    18

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    2

    0

    Circ. btcris. Btc

    anni

  • 28 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    GRAF. 5

    CIRCOLAZIONE E RISERVE DEL BANCO DI NAPOLI (1861-1893) DATI CONSOLIDATI, MILIONI DI LIRE CORRENTI

    Circ. bnriserve

    300

    250

    200

    150

    100

    50

    0

    circ

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    1861

    1863

    1865

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    1869

    1871

    1873

    1875

    1877

    1879

    1881

    1883

    1885

    1887

    1889

    1891

    1893

    anni

    Circ. bnriserve

    GRAF. 6

    CIRCOLAZIONE E RISERVE DEL BANCO DI SICILIA (1861-1893) DATI CONSOLIDATI, MILIONI DI LIRE CORRENTI

    Circ. bsriserve bs

    anni

    1861

    1863

    1865

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    circ

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    20

    10

    0

    Circ. bsriserve bs

  • 3.1 Periodo 1861-1865

    3.1.1 Gli eventi

    Allindomani dellunificazione del Regno, si trovavano ad ope-rare nel territorio italiano 5 istituti di emissione: la Banca Na-zionale Sarda (BNS)19, la Banca Nazionale Toscana (BNT), il Ban-co di Napoli (BN), la Banca Toscana di Credito (BTC) e il Bancodi Sicilia (BS)20. Le prime 2 banche emettevano biglietti pagabilia vista al portatore; i restanti istituti emettevano i c.d. titoli apo-dissari, ossia titoli nominativi e trasmissibili per girata, che cir-colavano su base fiduciaria21.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 29

    19 La Banca Nazionale Sarda prese successivamente il nome di Banca Na-zionale del Regno. Al fine di rendere pi agevole il confronto dei dati nei varisotto-periodi, in quanto segue continueremo a parlare di Banca Nazionale Sardao, pi semplicemente, Banca Nazionale.

    20 A partire dal 1870, operer nel Regno anche la Banca Romana.21 In particolare, il Banco di Napoli emetteva fedi di credito (da 50 lire in su),

    polizze per depositi minori e mandati su Madre-Fedi; la Banca Toscana di Credi-

    GRAF. 7

    CIRCOLAZIONE E RISERVE DELLA BANCA ROMANA (1861-1893) DATI CONSOLIDATI, MILIONI DI LIRE CORRENTI

    Circ.brris br

    circ

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    1861

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    1887

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    1891

    1893

    anni

    Circ. br

    ris. br

  • I biglietti e i titoli emessi dagli istituti avevano una circola-zione territorialmente limitata, fatta eccezione per i biglietti del-la Banca Nazionale Sarda; la circolazione di ciascun istituto erainfatti circoscritta allex Stato di origine, dove tali biglietti veni-vano scambiati prima dellunificazione22.

    Avendo invece conosciuto sin dallinizio una rapida espansio-ne territoriale, con lapertura di succursali e filiali in molte re-gioni, la Banca Nazionale Sarda poteva invece far circolare i suoibiglietti in tutto il Regno. Gi prima dellunificazione, mano a ma-no che il Piemonte annetteva le provincie liberate, la BNS vi sta-biliva delle succursali: nel 1859, oltre alle sedi di Genova e Tori-no, la Banca contava le succursali di Alessandria, Cagliari, Cuneo,Vercelli e Nizza Marittima; nel 1860 si aggiungeva Milano; nel1861 venivano aperte succursali in 13 citt, tra cui anche Napoli,Palermo e Messina, ecc.23. Lespansione continu negli anni suc-cessivi.

    Va anche detto che la crescita della banca era il frutto di unaposizione di forza ereditata gi dallepoca antecedente allunifica-zione, grazie ad una serie di privilegi di cui lIstituto godeva; adesempio, quando la banca inizi ad operare, vigeva il regime dicorso forzoso (1848-1850)24; nel 1859 le venne nuovamente ac-cordato il corso forzoso, per un periodo di 6 mesi, in occasionedella seconda guerra di indipendenza. In quella circostanza, unavolta ristabilita la circolazione fiduciaria nel 1859, la Banca potrisolvere il problema delleccessiva circolazione dei propri bigliet-ti grazie ad un prestito di 100 milioni allo Stato, che aveva fattoaffluire nelle riserve dellIstituto le monete metalliche dei sotto-scrittori25.

    Inoltre, allinizio del periodo considerato ciascuno degli ex Sta-

    30 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    to emetteva buoni di cassa, pagabili a vista al portatore; la Banca di Sicilia ave-va unemissione simile a quella del Banco di Napoli (v. SUPINO C. [23], pp. 10-19).Nel sottoperiodo considerato, non vi era nessuna legge che regolasse lattivit diemissione; la prima legge bancaria fu approvata infatti nel 1874.

    22 La Banca Toscana di Credito aveva addirittura una circolazione limitata alsolo territorio fiorentino.

    23 Per un elenco dettagliato delle succursali, v. DI NARDI G. [4], p. 46, nota 1.24 La BNS nacque nel 1849 dalla fusione delle banche di Genova e Torino.25 Sul punto, v. DI NARDI G. [4], (pp. 64-7).

  • ti conservava il proprio sistema e le proprie unit monetarie. Inparticolare, in Piemonte vigeva il sistema bimetallico, mentre nel-le regioni meridionali il monometallismo argenteo; allepoca era incircolazione anche una grande variet di monete sia doro che dar-gento, con pesi diversi26. Tale frammentazione ostacolava in ma-niera non indifferente i pagamenti tra gli ex-Stati, sia perch ren-deva necessarie operazioni di conversione tra le monete, sia per-ch imponeva in taluni casi il pagamento di un aggio27. Il 17 lu-glio 1861 fu dichiarato il corso legale della lira italiana; il corsolegale delle monete degli ex-Stati venne comunque mantenuto. Ilsistema monetario stato invece unificato solo con la legge del 24agosto 1862, con ladozione del sistema bimetallico piemontese.

    Va infine ricordato che la circolazione cartacea era ancoramolto scarsa e le richieste di baratto molto frequenti; il pubblicopreferiva utilizzare direttamente il metallo per i pagamenti. Cianche a causa del carattere prettamente agricolo delleconomia; ilcircolante infatti veniva di norma pi utilizzato l dove il volumedi scambi era elevato e lIstituto di emissione poteva quindi con-solidare la sua reputazione28. Daltro canto, neanche le casse del-lo Stato accettavano pagamenti in biglietti, salvo alcune eccezio-ni rappresentate da particolari convenzioni29.

    3.1.2 Le condizioni dellemissione

    Allindomani dellunificazione lemissione era affidata ad unapluralit di istituti, tutti soggetti alla regola della convertibilit; labase monetaria era rappresentata dai metalli (oro e argento) eogni banca operava in modo autonomo rispetto allaltra. In talicondizioni, lattivit di emissione era soggetta ai limiti evidenzia-ti nel modello di free-banking: i costi legati allemissione impone-vano un vincolo alla circolazione dei biglietti delle banche.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 31

    26 Per una descrizione pi dettagliata, DI NARDI G. [4], pp. 67-9.27 Ci accadeva, ad esempio, nel napoletano, dove, per effettuare i pagamen-

    ti, era necessario procurarsi le monete dargento.28 Sul punto, SUPINO C. [23], in particolare pp. 18-9.29 Sul punto, DE MATTIA R. [2], in particolare p. 18.

  • Tuttavia, le condizioni dellemissione non potevano definirsipienamente concorrenziali, a causa sia della posizione di privile-gio della Banca Nazionale Sarda, sia della circolazione territo-rialmente limitata degli istituti minori, frutto soprattutto di un si-stema di pagamenti ancora immaturo.

    La rapida espansione territoriale della Banca Nazionale Sar-da aveva posto lIstituto in una posizione di netto vantaggio neiconfronti delle altre banche, consentendo la circolazione dei bi-glietti della BNS allinterno del Regno, mentre la circolazione de-gli istituti minori restava a carattere regionale. Il forte vantaggiodella BNS, che ha consentito tale espansione, stata in buonaparte determinato dal favore e dagli appoggi del governo, sia pri-ma che dopo il 1861.

    Sotto questultimo profilo, va specificato che dietro lespan-sione della BNS vi era anche una strategia governativa, finalizza-ta a far fare di questa lunico istituto di emissione del Regno do-po lunificazione. significativo, infatti, che i tentati accordi diunione tra la BNS e la BNT, nel 1863 e nel 1865, fossero stati ef-fettuati con la mediazione del governo; inoltre, il governo si av-valeva frequentemente della banca per prestiti pubblici; nel 1862concesse alla BNS lesercizio della Zecca, conferendole il mono-polio nella fabbricazione delle nuove monete metalliche naziona-li30.

    In questo quadro, il riconoscimento degli altri istituti scatu-riva da un compromesso politico tra la volont di istituire una so-la grande banca di emissione e lesigenza di non annullare le iden-tit regionali, soprattutto nelle provincie meridionali31.

    Per quanto riguarda la limitazione territoriale alla circolazio-ne dei biglietti, tale fenomeno non riconducibile allesistenza divere e proprie barriere di tipo legale, ma piuttosto il frutto diun sistema di pagamenti ancora immaturo e non organizzato, cherisentiva degli equilibri e delle abitudini di pagamento ereditatedallassetto pre-unificazione. Sotto questo profilo sembra possibi-

    32 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    30 Per ulteriori esempi degli appoggi che il governo garantiva alla BNS, v. SAN-NUCCI V. [18], pp.246-49.

    31 Sulla strategia governativa v. DI NARDI G. [4], pp. 46-55, e FRATIANNI M. -SPINELLI F. [9], p. 148 e sg.

  • le affermare che la frammentariet dei sistemi e delle unit mo-netarie allinizio del periodo, unitamente alla netta predominanzadella circolazione metallica su quella cartacea e al perdurare dirivalit tra alcuni istituti di emissione rallentarono lo sviluppo diun processo concorrenziale32.

    A tale quadro va aggiunto che i meccanismi di compensazio-ne erano ancora unilaterali; ci significa che i costi di compen-sazione erano elevati.

    In conclusione, nel sottoperiodo considerato le condizioni delmercato dellemissione si avvicinavano a quelle di un mercato con-correnziale, in quanto vi era piena convertibilit dei biglietti nelmetallo e non vi era alcuna legge del Regno che inibisse lacces-so al settore o regolamentasse in senso restrittivo i rapporti tra lebanche. Tuttavia, il sistema risentiva ancora della separazione ter-ritoriale delle zone di circolazione delle banche e soffriva della si-tuazione privilegiata accordata alla BNS.

    3.1.3 Il comportamento delle banche

    Nel sottoperiodo considerato, le banche risentivano del vin-colo rappresentato dalla convertibilit delle monete. Infatti, le-missione era subordinata alla quantit di metallo presente nelleriserve; daltro canto, tale limite era stabilito negli statuti dellebanche e variava da istituto a istituto33.

    Come si evince dal grafico 1, dal 1861 al 1865 la circolazio-ne degli istituti, fatta eccezione per la BNS, ha mostrato, in me-dia, una tendenza alla stabilit.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 33

    32 A sua volta, la rivalit tra le banche allindomani dellunificazione eranoacuite dal disegno di egemonia della Banca Nazionale Sarda. Cos, ad esempio, seda un lato i biglietti circolavano nella zone in cui lIstituto operava, sia diretta-mente che attraverso le succursali, dallaltro lato non sempre gli accordi di reci-proca conversione erano possibili. Ad esempio, la Banca di Sicilia rifiutava in pa-gamento i biglietti della Banca Nazionale Sarda.

    33 In particolare, la BNS (e la BR) dovevano rispettare un rapporto tra riser-ve e circolazione pari a 1/3; la BNT un rapporto tra riserve e circolazione e ri-serve e capitale pari a 1/3; la BTC un rapporto tra riserve e capitale pari a 1/3; laBS un rapporto tra riserve e circolazione pari a 1; il BN un rapporto tra riservee circolazione pari a 0,5.

  • Pi in dettaglio, la circolazione della BNS (graf. 2) stata va-riabile e in aumento. Ci si spiega con la forte espansione terri-toriale dellistituto. Il rapporto riserve/circolazione aumentato si-no al 1863, per poi decrescere.

    La circolazione del Banco di Napoli (graf. 5) stata variabi-le ma lungo un trend costante, sia in assoluto che in rapporto al-le riserve. Lo stesso andamento ha caratterizzato anche la circo-lazione del Banco di Sicilia (graf. 6), che ha mostrato una certavariabilit, lungo una media stabile, pur mantenendo una strettacorrelazione con le riserve.

    La circolazione della Banca Nazionale Toscana (graf. 3) sta-ta alquanto stabile, sia in assoluto che in rapporto alle riserve.

    Per ci che riguarda la Banca Toscana di Credito (graf. 4) idati sono poco significativi, perch iniziano a partire dal 1864,quando la circolazione dellistituto ammontava ad 1 milione edera pari alle riserve.

    Nel complesso, sebbene gli anni considerati non possano con-siderarsi molto significativi, data la brevit del sottoperiodo, pos-sibile affermare che i dati relativi alla circolazione e le riserve con-fermano complessivamente la tendenza ad un comportamento di-sciplinato degli istituti di emissione. Nonostante gli ostacoli allaconcorrenza sopra analizzati, gli istituti erano condizionati dalvincolo della convertibilit. Probabilmente, se non fosse stato in-trodotto il corso forzoso, il carattere frammentario e regionale delsistema sarebbe stato superato e si sarebbero potute raggiungerele condizioni per una piena concorrenza.

    3.2 Periodo 1866-1873

    3.2.1 Gli eventi

    Le condizioni del mercato dellemissione cambiarono drasti-camente nel 1866. Il 1 maggio 1866 fu infatti dichiarato il corsoforzoso dei biglietti della Banca Nazionale Sarda, mentre le ban-che che in precedenza emettevano titoli apodissari furono auto-rizzate ad emettere biglietti al portatore.

    34 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

  • Inoltre, venne attribuito corso legale ai biglietti emessi da tut-ti gli istituti di emissione, limitatamente alle rispettive aree di cir-colazione; i biglietti degli istituti minori restavano convertibili, manon in metallo, bens in biglietti della BNS. Tutti gli istituti de-vono mantenere un rapporto tra circolazione e riserve pari a 3; sistabil anche che le riserve della BNS dovevano essere interamentecostituite di oro, mentre quelle degli altri istituti un terzo in me-tallo e due terzi in biglietti della BNS; la circolazione della BNSper conto dello Stato non era soggetta ad alcun limite di riserva.

    Contestualmente allemanazione del regime di inconvertibilit,la BNS concesse allo Stato un prestito di 250 milioni al tassodell11/2%.

    I fattori che hanno spinto alladozione del corso forzoso so-no stati ampiamente analizzati altrove34. Si ricorda brevementeche le spese per la ricostruzione del Regno avevano comportatoun elevato afflusso di capitali dallestero; la necessit di ripagarei prestiti, unitamente allenorme disavanzo pubblico che il gover-no stava accumulando e al diffondersi della voci di unimminen-te guerra con lAustria, spingevano verso il basso la rendita dei ti-toli italiani allestero. Anche i titoli privati iniziavano a crollarenelle borse estere; la situazione era aggravata dal diffondersi del-le aspettative di un possibile corso forzoso. Molto probabilmentegli eventi precipitarono a causa del comportamento della BancaNazionale: a fronte della fuga di metallo dal paese la BNS rifiu-tava di aumentare i tassi, preferendo una politica di limitazionedegli sconti. Inoltre, come lamentavano gli operatori e i com-mentatori del tempo35, la BNS osteggiava la conversione dei bi-glietti e negava le anticipazioni. Nel 1866 si arriv allemanazio-ne del decreto36.

    Conseguenza immediata dellistituzione del corso forzoso fulaggio sulloro e sulle monete metalliche, insieme alla scomparsa

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 35

    34 v., ad esempio, SUPINO C. [23], pp. 20-32, DI NARDI G. [4], p. 121 e sg., FRA-TIANNI M. - SPINELLI F. [9], p. 169 e sg.

    35 Ad esempio, SUPINO C. [23], in particolare, pp. 26 e segg.36 Lintroduzione del corso forzoso venne vista da molti commentatori delle-

    poca come il male minore, considerato soprattutto il fabbisogno finanziario delloStato. v. ad esempio, FOURNIER FLAIX E. [8].

  • del metallo dalla circolazione monetaria. Il metallo, infatti, veni-va tesaurizzato o esportato; dal momento che lItalia faceva par-te dellUnione Monetaria Latina, veniva esportata anche la mone-ta divisionaria di argento e di rame.

    La scomparsa del metallo, in cui venivano effettuate le pic-cole operazioni, provoc una crisi dei pagamenti; sulle prime in-fatti il governo non fece fronte alla scarsit di metallo con la dif-fusione di moneta di piccolo taglio. In quel periodo laggio veni-va pagato anche sui biglietti di dimensioni minori37.

    Infine, occorre considerare che, gi allepoca, vennero intro-dotti limiti alle operazioni di compensazione: si stabil, infatti, chelammontare massimo di biglietti di cui la BNS poteva chiedere ilcambio quotidianamente non potesse superare un dodicesimo del-le riserve metalliche dellistituto che aveva emesso i biglietti38.

    3.2.2 Le condizioni dellemissione

    Nonostante lallargamento del numero di istituti autorizzatiad emettere biglietti al portatore, le condizioni del mercato del-lemissione si sono allontanate dai presupposti teorici della noteissuance competition, a causa del corso forzoso attribuito alla Ban-ca Nazionale Sarda. Tale misura ha infatti sottratto listituto prin-cipale del Regno dal vincolo della concorrenza e ha acuito la di-sparit di posizione tra la BNS e gli istituti minori

    Con le misure del 1866, si istituito un sistema piramidalenel quale i biglietti della BNS avevano un potere liberatorio su-

    36 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    37 La difficolt di effettuare i pagamenti minuti ha dato origine ad un feno-meno molto interessante, che si avvicina in alcuni casi ad una situazione di free-banking spontaneamente istituito: il moltiplicarsi delle emissioni abusive di mez-zi di pagamento da parte non solo delle banche, ma anche di enti locali e di ope-ratori privati. Tali mezzi di pagamento circolavano in cerchie ristrette di operato-ri, su basi fiduciarie. Tuttavia, sebbene tale fenomeno si avvicinasse per meccani-smo di funzionamento alla concorrenza di emissione, non si pu parlare di veroe proprio free-banking. Dato il carattere abusivo dellemissione, non esistevano mec-canismi di imputazione della responsabilit nel caso di mancata conversione deititoli emessi. Per una descrizione pi particolareggiata del fenomeno, si veda, adesempio, DI NARDI G. [4], p. 129 e sg., in particolare pp. 136-8.

    38 V. REALFONZO R. - RICCI C. [15], nota 22.

  • periore e costituivano di fatto base monetaria. La circolazione de-gli istituti cessava di essere indipendente, in quanto le variazionidellemissione della BNS si ripercuotevano sulla liquidit degli al-tri istituti. I biglietti della BNS erano irredimibili e rappresenta-vano riserva per gli altri istituti minori. I biglietti emessi dagli al-tri istituti, invece, restavano convertibili, ma in biglietti della BNS.

    Dal punto di vista della BNS, il decreto del 1866 ha aumen-tato artificialmente la domanda di biglietti della banca, che ve-nivano utilizzati sia nelle compensazioni interbancarie che nel ca-so di rifiuto, da parte del pubblico, dei biglietti delle altre ban-che. Inoltre, abbattendo i costi di emissione connessi con la con-vertibilit, ha eliminato lincentivo a limitare la circolazione. Co-me si mostrato nellanalisi teorica della note issuance competi-tion, in assenza di convertibilit non vi una quantit ottima diemissione oltre la quale il profitto delle banche decresce. Inoltre,da quel momento il profitto della BNS si identificato con il si-gnoraggio39.

    Dal punto di vista delle altre banche di emissione, la misuraha determinato unasimmetria di condizioni rispetto alla BNS:mentre gli istituti minori erano tenuti a rispettare il vincolo del-la convertibilit nei confronti della Banca Nazionale Sarda, que-stultima era totalmente svincolata da qualsiasi obbligo di con-versione40. Nei rapporti tra la BNS e gli altri istituti era dunquevenuta meno la regola che sostiene la competizione tra monete.

    A ci va aggiunto che la limitatezza territoriale della circola-zione minore ha ulteriormente acuito la posizione di dominanzadella Banca Nazionale Sarda, i cui biglietti venivano domandatianche per effettuare i pagamenti interregionali. Infatti, conside-rato laumento della domanda dei biglietti della BNS, determina-to dal corso forzoso, lincentivo a conquistare nuove aree di cir-colazione, aprendo succursali, risultava fortemente ridotto per lebanche minori.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 37

    39 Occorre anche considerare che, oltre al corso forzoso, la disparit di con-dizioni tra la BNS e gli istituti minori aggravata da altri privilegi concessi allaBNS, come testimoniano le ripetute richieste di prestito e lesercizio della Zecca

    40 Tuttavia, le limitazioni della riscontrata hanno mitigato la portata di taleasimmetria.

  • Dal punto di vista del pubblico, lintroduzione del corso for-zoso ha ridotto fortemente la libert di scelta degli operatori inquanto li ha privati della possibilit di redimere i biglietti dellebanche in oro.

    In linea teorica non pu escludersi che il carattere tempora-neo del corso forzoso, unitamente alla presenza di una pluralitdi istituti, abbia condizionato il comportamento della BNS, miti-gando laumento della circolazione. Dal momento che gli istitutiminori operavano in regime di convertibilit, una volta eliminatoil corso forzoso in caso di sovremissione, la BNS avrebbe potutoscontare il comportamento tenuto negli anni in cui la rimborsa-bilit dei biglietti era stata sospesa, annullando in futuro i profit-ti lucrati nel breve periodo. Tuttavia, tale interpretazione, come sivedr, non risulta confermata dagli eventi.

    3.2.3 Il comportamento delle banche

    Per quanto riguarda il comportamento delle banche, occorrefare una distinzione tra la BNS e gli istituti minori.

    Tre elementi caratterizzarono la condotta della BNS in questianni: le misure adottate durante la crisi che ha condotto al corsoforzoso, il forte aumento delle emissioni successivamente alla so-spensione della convertibilit e la concessione di prestiti allo Stato.

    Per quanto riguarda il comportamento assunto durante la cri-si, si gi messo in evidenza come la Banca abbia precipitato glieventi; in particolare, la BNS non aument i tassi in misura suf-ficiente per frenare sconti e anticipazioni41, preferendo limitaredirettamente le operazioni di sconto o rifiutare la conversione deibiglietti durante la crisi di liquidit. Questo comportamento va let-to alla luce delle strategie complessivamente seguite dalla BNS neirapporti con lo Stato. Da un lato, infatti, la BNS si comportavacome la banca di Stato; ad esempio, effettuava prestiti al gover-no con tassi inferiori a quelli delle rendite dei titoli pubblici42.

    38 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    41 v. FRATIANNI M. - SPINELLI F. [9], pp. 176 e sg.42 v. FRATIANNI M. - SPINELLI F. [9], p. 173.

  • Dallaltro, gi in passato la BNS era stata premiata per i servigiresi allo Stato (corso forzoso nel 1848). Le voci sempre pi fre-quenti di un reiterarsi della misura hanno probabilmente indottola principale Banca a precipitare gli eventi, al fine di godere nuo-vamente del privilegio.

    Per quanto riguarda laumento dellemissione appena varatoil decreto, basti dire che la circolazione privata43 della BNS, paria 124 milioni nel 1865, raggiunse 498 milioni nel 1868 (graf. 2):nel periodo considerato, infatti, lemissione della banca non erapi soggetta alle richieste di rimborso e, di conseguenza, non erapi vincolata dai costi connessi con la convertibilit.

    Il 3 settembre 1868 venne varata una legge che impose un tet-to di 750 milioni alla circolazione complessiva dei biglietti dellaBNS, successivamente aumentato in varie occasioni. Solo a par-tire da quella data, infatti, la circolazione privata della BNS si do-vette ridurre, assestandosi comunque a livelli molto maggiori ri-spetto al periodo precedente.

    Il rapporto tra le riserve della Banca e la circolazione priva-ta, gi in lieve diminuzione, continu a decrescere. Nel com-plesso, il rapporto stato inferiore al periodo precedente. Sulpunto, interessante notare che, per Statuto, la Banca era tenu-ta a rispettare il rapporto tra riserva e circolazione e riserva ecapitale pari a 1/3. Tuttavia, mentre prima dellintroduzione delcorso forzoso il rapporto tra riserve e circolazione era maggioredi quanto richiesto dallo Statuto, la banca riuscita ad aumen-tare la circolazione in rapporto alle riserve solo a seguito dellamisura.

    Per quanto riguarda i rapporti tra la BNS e lo Stato, nel 1870il prestito che la banca aveva concesso al governo fu elevato a 500milioni; il tetto alla circolazione della BNS fu innalzato a 800 mi-lioni. Successivamente, il mutuo venne aumentato a pi riprese e,di conseguenza, il tetto allemissione venne elevato. Nel 1872, inoccasione della concessione di un ulteriore mutuo, la BNS venneautorizzata a emettere nuove azioni, per far arrivare a 100 milio-

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 39

    43 Per circolazione privata si intende la circolazione al netto dellemissionedi biglietti effettuata per i prestiti allo Stato.

  • ni il capitale annuale e, successivamente, a raddoppiare il capita-le, giungendo a 200 milioni44.

    La circolazione complessiva della banca aumentata in mi-sura molto consistente in tutto il periodo considerato, raggiun-gendo il picco di 1.185 milioni di lire nel 1873. vero che la cir-colazione complessiva stata trainata da quella per conto delloStato; per, proprio grazie al corso forzoso che la BNS ha po-tuto aumentare la circolazione per conto dello Stato a ritmi coselevati senza contrarre la circolazione privata.

    Una tendenza allaumento della circolazione si osserva an-che per quanto riguarda gli istituti minori, probabilmente comeeffetto dellincremento di attivit conseguente alla fine della cri-si di liquidit. Essendo la circolazione della BNS aumentata inmodo consistente, soprattutto i primi anni, le banche minorihanno tratto vantaggio da tale aumento della liquidit del siste-ma, riuscendo ad aumentare le emissioni. Cos, ad esempio, siala Banca Toscana di Credito che la Banca Nazionale Toscana,per ottenere il diritto ad aumentare le loro emissioni di bigliet-ti, rispettivamente nel 1872 e nel 1870, hanno aumentato il ca-pitale45.

    Tuttavia, per gli istituti minori, laumento dellemissione hacreato difficolt nella conversione dei biglietti: gli istituti che han-no emesso in misura eccessiva rispetto alla domanda di bigliettisi sono scontrati o con un aumento dei costi dovuti allacquistodei biglietti della BNS, necessari per effettuare le compensazioni,o con il rifiuto dei propri biglietti.

    Ad esempio, dopo il 1872, a seguito dellincremento della cir-colazione, aumentarono anche le richieste di conversione dei bi-glietti della BTC, costringendo listituto a sostenere costi elevati insede di riscontrata o a procurarsi biglietti della BNS con il ri-sconto del portafoglio fuori piazza.

    Per quanto riguarda la BNT, nel 1872, la BNS ha dovuto so-spendere gli sconti e le anticipazioni sulle piazze di Firenze eLivorno perch le casse dellistituto maggiore si riempivano di

    40 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    44 v. SUPINO C. [23], p. 46 e sg. Va comunque detto che le condizioni del pre-stito non erano fisse, ma venivano rinegoziate.

    45 v. SUPINO C. [23], p. 51 e sg.

  • biglietti della banca toscana, che questa non rimborsava. Anchea seguito dellintervento del governo, la BNT rimbors i bigliet-ti e ridusse le emissioni. Avendo nuovamente accresciuto la cir-colazione lanno successivo, dovette chiedere alla BNS una sov-venzione di moneta metallica. Il rapporto tra riserve e circola-zione della BNT (graf. 3) comunque stato sempre rispettato:tale rapporto, tuttavia, scende dallo 0,6 nel 1870 allo 0,31 nel1872, per poi risalire lanno successivo sino a 0,43. Sotto questoprofilo, occorre rilevare che laumento della circolazione dellaBNT ha posto listituto in difficolt nonostante il rispetto degliobblighi di proporzionalit tra circolazione e riserve, impostidalla legge.

    La BR ha iniziato ad emettere nel Regno dItalia nel 1870; an-che per questo istituto la circolazione aumentata negli anni con-siderati. La BNS tent senza successo di prendere nei confrontidella Banca Romana misure analoghe a quelle assunte nei con-fronti delle Banche Toscane; tuttavia listituto pot mantenere lau-torizzazione, risalente ai tempi pre-unificazione, a limitare il cam-bio giornaliero dei biglietti (sino a 6.000 scudi). Il rapporto tra ri-serve e circolazione stato sempre superiore a 0,45, raggiungen-do anche 0,6 (graf. 7). Anche in questo caso, il rispetto del rap-porto ufficiale riserve/circolazione non stato sufficiente ad im-pedire che listituto venisse a trovarsi in difficolt, come testimo-nia il ricorso alla limitazione del cambio.

    Per quanto riguarda il Banco di Sicilia (graf. 6), la circola-zione dellistituto stata piuttosto altalenante nel periodo consi-derato, ma generalmente correlata alle riserve. Il rapporto tra ri-serve e circolazione stato sempre superiore allunit, ad ecce-zione degli anni 71-72, quando passato da 2,3 a 0,9. Il rappor-to elevato delle riserve si spiega con il fatto che, emettendo titoliapodissari, listituto aveva una responsabilit maggiore rispetto al-le banche che emettevano biglietti al portatore; ad esempio, eratenuto al rimborso in caso di furto. Il forte calo del rapporto trariserve e circolazione verso la fine del periodo in parte dovutoallassestamento che ha seguito la trasformazione delle emissionida titoli apodissari in biglietti.

    Per quanto riguarda il Banco di Napoli (graf. 5), la circola-

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 41

  • zione aumentata ma in modo oscillante; nel complesso, pas-sata da 66 milioni nel 1866 a 149 milioni nel 1873. Il rapportotra riserve e circolazione sempre stato maggiore dei limiti con-sentiti.

    Landamento altalenante del rapporto riserve/circolazione de-gli istituti minori si spiega probabilmente con un processo di trialand error; mentre il principale istituto del Regno aveva dimensio-ni ed esperienza tali da stimare con maggior precisione il valoreottimale delle riserve in rapporto alla circolazione, gli altri istitu-ti procedevano per tentativi e successive correzioni.

    Dagli eventi sinora analizzati, emergono alcune osservazioni.La prima rappresentata dalla conferma del ruolo attivo delloStato nei periodi di crisi, che, invece di lasciare lemissione mo-netaria ai normali meccanismi di riequilibrio, gi in diverse oc-casioni mostra la disponibilit alla sospensione della convertibi-lit. Lesempio della BNS probabilmente condizioner i compor-tamenti degli istituti minori, negli anni a seguire.

    La seconda rappresentata dallaumento dellemissione dellaBNS in corso forzoso; la banca ha approfittato della misura perespandere la sua circolazione, e tale espansione si arrestata so-lo con lintroduzione di un tetto allemissione46. La validit del mo-dello di free-banking, con il ruolo attribuito alla convertibilit nelregolare lemissione, trova in questo episodio una conferma indi-retta.

    In ultimo, la circolazione degli istituti minori continuava adessere condizionata dalla convertibilit; tale vincolo risulta par-ticolarmente evidente per quegli istituti che tentavano di so-vraemettere ma si scontravano contro gli elevati costi sostenutiper procurarsi i biglietti della BNS o contro la sospensione de-gli sconti e anticipazioni da parte di tale istituto. Anche sottoquesto profilo, il modello del free-banking appare confermato da-gli eventi.

    42 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    46 Anche se in astratto non pu dunque escludersi che altri fattori, come latemporaneit della misura, unitamente alla presenza degli altri istituti, che avreb-bero operato in concorrenza con la BNS una volta reintrodotta la convertibilit,possano aver mitigato lespansione monetaria della BNS nei fatti, per, larrestodella crescita si avuto dopo lintroduzione del tetto.

  • 3.3 Periodo 1874-1880

    3.3.1 Gli eventi

    Il sotto-periodo considerato contrassegnato dallapprovazio-ne della prima legge bancaria organica del Regno dItalia. Primadel 1874, nessuna legge particolare regolava lattivit bancaria, cheera soggetta solo alla legge generale sul commercio; lunico vin-colo era rappresentato dallapprovazione degli statuti delle bancheda parte del governo. La legge del 74 rappresent quindi la pri-ma intromissione esplicita dello Stato nella gestione bancaria.

    Lobiettivo principale della legge del 74 fu quello di rimedia-re alla disparit di trattamento tra gli istituti di emissione, con-seguenza del corso forzoso concesso ai biglietti della Banca Na-zionale Sarda, nonch di uniformare i vincoli allemissione stabi-liti a livello statutario. La necessit di uniformare i tetti di emis-sione era dettata dal fatto che, con la legge del 74, il corso for-zoso veniva esteso a tutte le banche, per ci che riguardava la cir-colazione consorziale, o per conto dello Stato. La presenza di li-miti di emissione diversi avrebbe consentito alle banche di av-vantaggiarsi del corso forzoso in misura diversa.

    Schematicamente, la legge del 1874 introdusse i seguenti cam-biamenti: creazione del corso forzoso, attribuzione del corso le-gale alla circolazione privata di tutti gli istituti, fissazione di tet-ti di emissione uniformi, fissazione di modalit di compensazio-ne interbancaria.

    La creazione del consorzio di emissione rappresentava il cam-biamento pi radicale, anche se temporaneo47, introdotto dalla leg-ge. Compito del consorzio era quello di gestire lemissione di mo-neta cartacea e irredimibile per conto dello Stato, eliminando ilmonopolio sin dora detenuto dalla Banca Nazionale. In partico-lare, il consorzio doveva emettere biglietti per un miliardo di li-re, da cedere alla BNS come rimborso dei prestiti effettuati alloStato; per contro, la BNS si impegnava a ritirare dalla circola-

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 43

    47 La nuova struttura era considerata una fase di transizione, necessaria perfavorire le condizioni per labolizione del corso forzoso.

  • zione i biglietti emessi per il prestiti pubblici. Per poter distin-guere tra emissione per conto proprio e emissione per conto del-lo Stato, si decise per una differenziazione in base al taglio: i bi-glietti consorziali erano di piccolo taglio (1, 2, 5, 10, 250 e 1000lire), mentre la circolazione privata delle banche di taglio medioe grande (50, 100, 500 lire). Dal momento che, quando venne ap-provata la misura, i biglietti consorziali non erano ancora statistampati, e considerata la situazione di emergenza, fu deciso diutilizzare temporaneamente come sostituti i biglietti della BancaNazionale. Quindi, fino al 1877, una parte dei biglietti della Ban-ca Nazionale rimase di fatto a corso forzoso; tali biglietti si di-stinguevano dagli altri per il taglio. Ci che contraddistinse poi ibiglietti consorziali rispetto allemissione per conto delle banchefu il fatto che i primi erano stampati su carta bianca, mentre glialtri su carta colorata.

    Per quanto riguarda le emissioni private degli istituti, com-presa la BNS, queste continuavano a beneficiare del corso legale.In particolare, il corso legale venne concesso nel territorio in cuigli istituti avessero una sede. Inoltre, per lemissione privata dei6 istituti restava lobbligo della convertibilit, in biglietti consor-ziali o in metallo.

    Inoltre per tutte le banche venne stabilito un tetto alla circo-lazione, in ragione non solo delle riserve ma anche del capitale;in particolare, la circolazione non poteva superare il triplo del ca-pitale (lammontare versato al 31 dicembre 1873) e delle riserve.Tale obbligo si estendeva a tutti debiti a vista. Tali limitazioni,per, non riguardavano i biglietti consorziali. I limiti imposti dal-la legge del 1874 erano molto rigidi e implicano una elasticit del-lofferta di moneta quasi nulla. Va anche detto che lo Stato si ri-servava il diritto di autorizzare dei superamenti straordinari diquesti limiti. In tale caso, per, le banche di emissione dovevanotrasferire allo Stato i profitti derivanti dallemissione straordina-ria. Questultima disposizione rappresentava quindi un chiaro di-sincentivo ad oltrepassare i limiti e ha contribuito a rafforzare larigidit dellofferta di moneta. Inoltre, venne imposta una tassa dicircolazione sui biglietti non coperti da riserva metallica ossiai 2/3 della circolazione privata.

    44 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

  • Fino alla legge del 74, le modalit di conversione venivanodefinite dagli istituti stessi. Sulle prime la legge non mut radi-calmente tale situazione, ma precis che, nel caso in cui non ve-nissero fissati accordi espliciti entro tre mesi, le banche avrebbe-ro dovuto seguire le modalit stabilite dal governo48. Successiva-mente, con il decreto del 23 settembre 1874, si introdussero limitirilevanti alla riscontrata, stabilendo per le operazioni di com-pensazione una frequenza settimanale.

    3.3.2 Le condizioni dellemissione

    Con la creazione del consorzio e lestensione del corso forzo-so a tutte le banche di emissione, limitatamente alla circolazioneper conto dello Stato, si voleva porre fine al privilegio esclusivodella Banca Nazionale. Non per questo, per, le condizioni delle-missione sono diventate pi vicine a quanto previsto dalla teoriadella note-issuance competition.

    In primo luogo, parte della circolazione quella consorzia-le veniva stabilita dallo Stato e godeva del corso forzoso. Que-sta circolazione costituiva base monetaria. Il sistema piramidaleistituito nel periodo precedente veniva mantenuto, con la diffe-renza che i biglietti della BNS erano sostituiti con i biglietti delconsorzio. Anche in questo caso, le variazioni della circolazioneconsorziale si ripercuotevano sulla circolazione privata delle ban-che. A differenza del periodo precedente, per, il signoraggio de-rivante dallemissione per conto dello Stato veniva ripartito tra lebanche del consorzio.

    In secondo luogo, la circolazione privata, bench soggetta al-la convertibilit, restava vincolata da limiti che non erano spon-taneamente stabiliti dalle banche ma decisi in modo rigido dalloStato. Cos, in virt di un decreto del settembre 1874, venivanofissati i seguenti tetti, sulla base del capitale versato lanno pre-cedente: la BNS non poteva superare i 450 milioni, la BNT i 63milioni, la BTC 15 milioni, la BR 45 milioni, il Banco di Sicilia36 milioni e il Banco di Napoli 146,5 milioni.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 45

    48 Sul punto, v. DI NARDI G. [4], pp. 207-13.

  • Inoltre, va anche rilevato che lappartenenza al cartello diemissione dei biglietti consorziali influenzava comunque la circo-lazione degli istituti. Infatti, bench non si trattasse di un cartel-lo di massimizzazione dei profitti comunemente inteso, in quan-to la circolazione consorziale era per conto e stabilita dallo Sta-to, le banche ne traevano vantaggio in termini di aumento delladomanda e della maggiore accettabilit dei propri biglietti.

    Un ulteriore elemento che allontanava il sistema istituito nel1874 del modello di concorrenza che le banche erano privatedella facolt di determinare il taglio dei loro biglietti, essendo lasuddivisione tra tagli per la circolazione consorziale e tagli per lacircolazione privata rigidamente determinata dalla legge e decisain modo da favorire i biglietti consorziali, di taglio minore. Diconseguenza, la circolazione privata non poteva essere utilizzataper i pagamenti minuti, per i quali si ricorreva al metallo o ai bi-glietti consorziali.

    Infine, non va sottovalutata la regolamentazione della riscon-trata, il cui impatto non rilevante solo in quanto ostacola il nor-male svolgimento delle operazioni di compensazione nellimme-diato, ma va visto soprattutto in termini di segnale. La limitazio-ne della riscontrata, infatti, rappresenta unulteriore conferma del-la non neutralit dello Stato nei confronti degli istituti che sof-frono i meccanismi di riequilibrio del mercato. Tale segnale tan-to pi importante in quanto, a differenza del corso forzoso cheha caratterizzato il periodo precedente, va in favore degli istitutiminori, che gi hanno ottenuto, a livello legislativo, una parifica-zione dei rapporti di forza con la BNS.

    3.3.3 Il comportamento delle banche

    I dati relativi allemissione degli istituti non possono ritener-si in questo periodo molto significativi, vista la rigidit dei limitiimposti a livello legislativo.

    Per quanto riguarda la BNS, a partire dal 1874 la circolazio-ne tornava ad essere unica, visto che la Banca si era disfatta deibiglietti emessi a fronte dei prestiti allo Stato, sostituendoli con

    46 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

  • quelli consorziali (graf. 2). La circolazione della BNS, bench qua-si sempre nei limiti dei 450 milioni imposti dal tetto, restava ele-vata in rapporto agli altri istituti. Infatti, malgrado il tentativo diuniformare le condizioni dellemissione tra i 6 istituti, e nono-stante non esistessero pi i limiti alla circolazione regionale49, ibiglietti della Banca Nazionale continuavano ad essere i pi ri-chiesti. Ci si spiega con il fatto che il pubblico era gi abituatoad utilizzare i biglietti della Banca Nazionale, che aveva tra lal-tro sedi in tutto il Regno.

    Tale situazione era inoltre aggravata dal fatto che i piccoli ta-gli attribuiti ai biglietti consorziali erano proprio quelli pi ri-chiesti a livello regionale durante il corso forzoso. Prima del 1866la circolazione cartacea riguardava soprattutto i grossi tagli, men-tre, per le piccole operazioni di pagamento, si preferiva utilizza-re il metallo. Quindi, nelle regioni meno sviluppate lemissione del-le banche era contenuta.

    Nel complesso, per, per gli istituti minori si registrata unatendenza allaumento della circolazione rispetto al sotto periodoprecedente, compatibile con lipotesi di un aumento della do-manda dei loro biglietti. Tuttavia, mentre per alcuni istituti taleincremento avvenne nei limiti dei tetti stabiliti (BS, BNT), e quin-di si pot manifestare liberamente, per altri istituti evidente co-me tale tendenza sia stata disturbata dal limite legislativo (BR,BN).

    La BTC (graf. 4) sempre rimasta entro i limiti di emissionestabiliti. Anche il rapporto tra riserve e circolazione rimasto aldi sotto dei limiti di 1/3.

    Anche la BNT (graf. 3) ha tenuto la sua circolazione al disotto del tetto consentito, pari a 63 milioni. Nel complesso sta-ta altalenante, ma si sempre tenuta allinterno di tali valori; inogni caso, stata maggiore al sottoperiodo precedente. Anche ilrapporto riserve/circolazione stato oscillante ma, tranne il 1879,in cui tale rapporto ha registrato lo 0,33, sempre al di sopra deilimiti.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 47

    49 Occorre tuttavia considerare che per poter fare accettare i propri bigliettiin unaltra regione, listituto di emissione doveva avere una sede.

  • Per effetto dellimposizione del tetto, la Banca Romana(graf. 7) ha dovuto ridurre la sua circolazione rispetto al sotto-periodo precedente; in particolare, la circolazione scende da 50a 48 milioni nel 1874, e poi a 41 milioni lanno successivo. Ne-gli anni seguenti, il tetto non stato pi superato, ma la circo-lazione si tenuta sempre a ridosso del tetto. Il rapporto tra ri-serve e circolazione stato sempre superiore quanto impostodalla legge.

    Anche il Banco di Napoli (graf. 5) costretto a ridurre la cir-colazione per rientrare nel tetto dei 146,5 milioni. Negli anni suc-cessivi si mantiene uniforme, con piccole oscillazioni. Guardandoalla circolazione del Banco di Napoli, si ha limpressione che lim-posizione del tetto abbia impedito una tendenza allaumento del-la circolazione, iniziata nel periodo precedente. Il rapporto tra ri-serve e circolazione stato sempre molto al di sopra del minimodi 1/3, previsto dalla legge.

    Anche il Banco di Sicilia (graf. 6) nel 1874 ha dovuto ridur-re la sua circolazione, per rientrare nel tetto allemissione, pari a36 milioni. Cos, passato dai 37 milioni nel 1873 a 34 milioninel 1874; da allora la circolazione ha oscillato lungo un trend dimaggiore stabilit rispetto al periodo precedente; non solo, ma inassoluto la circolazione stata superiore agli anni precedenti. An-che le riserve sono diminuite, quasi dimezzandosi tra il 1874 e il1875. Nel complesso, il rapporto tra riserve e circolazione risultapi stabile rispetto al periodo precedente. Ci confermerebbe lin-terpretazione secondo cui le forti oscillazioni registrate nel sotto-periodo precedente sarebbero da attribuirsi ad un processo di trialand error.

    In conclusione, nonostante lobiettivo di rimediare allo squi-librio di forze determinatosi nel periodo precedente, limposizio-ne di tetti statici alla circolazione e lattribuzione dei biglietti dipiccolo taglio al consorzio hanno cristallizzato la disparit di con-dizioni tra gli istituti minori e la BNS, sottraendo alle banche re-gionali la possibilit di accrescere la loro circolazione. In genera-le, la circolazione privata delle banche si tenuta infatti entro ilimiti stabiliti dalla legge.

    48 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

  • 3.4 Periodo 1881-1893

    3.4.1 Gli eventi

    Il miglioramento della finanza pubblica, la conseguente sta-bilit nellemissione consorziale e landamento disciplinato dellacircolazione privata condussero alla decisione di ripristinare laconvertibilit.

    La legge del 1881 abol il corso forzoso dei biglietti consor-ziali e introdusse le seguenti misure: 1) ripristino della converti-bilit a vista dei biglietti in metallo; 2) scioglimento del consor-zio delle sei banche di emissione; 3) proroga del corso legale deibiglietti delle banche sino al 31 dicembre 1883; 4) variazione nel-la composizione delle riserve, che dovevano ora essere compostedi moneta metallica avente corso nel Regno; 5) concessione deldiritto di emissione per le sei banche fino al 31 dicembre 1889.

    In particolare, si previsto che lo scioglimento del consorzioavvenisse attraverso il rimborso da parte dello Stato del debito neiconfronti del consorzio. I biglietti consorziali, passati a debito del-lo Stato, diventavano convertibili in parte in metallo ma in parteanche in biglietti di Stato, secondo il piano seguente:

    a) i biglietti di piccolo taglio (50 centesimi, 1 lira e 2 lire) po-tevano essere convertiti presso tutte le tesorerie del Regno in mo-neta divisionaria di argento;

    b) i biglietti di taglio maggiore di 5 lire potevano essere con-vertiti sia in oro che in argento presso alcune tesorerie (quelle del-le grande citt) e in biglietti dello Stato presso le restanti tesore-rie.

    Inoltre, con la legge del 1881 si restitu alle banche la facoltdi assumere le decisioni in merito al tasso di sconto; tale conces-sione venne per in seguito revocata con un decreto del 1885, cheriport la manovra del tasso di sconto sotto il controllo del Mi-nistro delle Finanze.

    Il 12 agosto 1883 e il 30 novembre 1884 vennero emanati duedecreti, convertiti in legge il 28 giugno 1885, che modificarono ilimiti allemissione delle banche. In conseguenza della legge, lebanche potevano emettere in misura superiore ad 1/3 delle riser-

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 49

  • ve e del capitale, coprendo il 100% delleccesso con riserve costi-tuite da 1/3 di oro e 1/3 dargento. In seguito, nel giugno 1891 siaument il limite allemissione a un quadruplo del capitale, la-sciando invariato il limite rispetto alle riserve.

    Con decreto del 5 luglio 1891 venne aumentato il tetto per lasola circolazione per conto dello Stato, che cess per di esserecontabilizzata come circolazione per conto delle banche.

    Infine, con decreto del 30 agosto 1891 si modificarono le di-sposizioni che regolavano la riscontrata50. In particolare, le ban-che vennero esentate dal rimborso dei biglietti emessi; di conse-guenza, i biglietti degli altri istituti, che restavano nelle casse del-la banche, dovevano essere spesi. Tale misura, per lo pi a favo-re degli istituti minori, era stata in parte anticipata da alcuni in-terventi assunti tra il 1883 ed il 1886, quando il governo chiesealla BNS e alla BN di non richiedere il rimborso in sede di ri-scontrata dei biglietti emessi dagli altri istituti.

    Al di l delle modifiche normative, gli eventi monetari del pe-riodo non possono essere compresi senza un accenno alla crisiche ha investito il paese nella seconda met degli anni 80, di cui bene ricordare, seppur schematicamente, i tratti essenziali. Nel1887, scoppi a Roma una crisi edilizia, che coinvolse anche al-cuni istituti bancari non di emissione. La crisi edilizia venne asovrapporsi ad una crisi agricola, insorta gi allinizio degli anni80, provocata a sua volta dallapprezzamento della lira in termi-ni reali e dalla diminuzione dei prezzi dei prodotti agricoli statu-nitensi, peggiorando le esposizioni delle banche. A ci si aggiun-sero gli effetti di disavanzi statali crescenti, accumulati a partiredal 1885, che venivano finanziati con prestiti esteri. La dipendenzadagli afflussi di capitale dallestero divenne un fattore aggravantequando, per motivi sia politici che finanziari, tra cui la debolez-za della lira, nella seconda met degli anni 80 vi fu uninversio-ne di tendenza nei rapporti finanziari internazionali, con una re-strizione del credito internazionale e il ritiro dei capitali esteri. Lasituazione economica del paese venne ulteriormente aggravata dauna politica protezionistica seguita a partire dal 1887.

    50 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    50 v. DI NARDI G. [4], p. 335.

  • Questi eventi provocarono nel paese un deflusso di metallo,che pose problemi di convertibilit; temendo che aumenti del sag-gio di sconto potessero aggravare la crisi economica, nel 1885 loStato sottrasse alle banche di emissione la manovra del tasso disconto, che era stata loro concessa con la legge del 1881.

    Gli istituti di emissione furono interessati dagli eventi descrittisoprattutto per via delle immobilizzazioni nei settori in crisi, co-me quello edilizio e quello agricolo. In ultimo, va rilevata che, al-la fine del periodo, la cattiva gestione della Banca Romana, nonsolo per i profili dellemissione ma per il complesso delle attivitdella banca, ha condotto al fallimento dellistituto.

    3.4.2 Le condizioni dellemissione

    La legge del 1891 avrebbe dovuto riportare il paese verso ilregime delle convertibilit. Con la riforma del 1891, infatti, i mec-canismi di creazione della liquidit dovevano tornare ad essere glistessi che avevano caratterizzato la fase precedente al corso for-zoso del 1966, con il metallo che fungeva da moneta superioree la circolazione regolata dal rapporto di convertibilit.

    Considerato il ruolo cruciale della regola delle redimibilit nel-la note issuance competition, il sottoperiodo considerato avrebbedovuto segnare, in teoria, il ripristino delle condizioni di concor-renza, almeno sino alla nuova sospensione della convertibilit nel1891.

    Tuttavia, la pesante interferenza del governo, in questo pe-riodo, alter le regole della note issuance competition sotto diver-si importanti aspetti.

    Anzitutto, al fine di proteggere gli istituti minori dalle richie-ste di conversione effettuate dalle banche maggiori, il governo so-spese di fatto e in pi occasioni la convertibilit a livello inter-bancario. Gi nel 1883 e, successivamente, nel 1886 lo Stato chie-se alla BNS e alla BN di tenere in cassa i biglietti degli istituti mi-nori, sostituendoli con i propri e rinunciando a chiederne la con-versione; tra il 1887 e il 1888, i biglietti degli altri istituti accu-mulati nelle casse della BNS aumentarono da 37,3 milioni a 46,6.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 51

  • Limpatto distorsivo di questi episodi di sospensione della con-vertibilit va visto non solo in relazione alle banche che ne han-no beneficiato, che comunque erano tenute a restituire i biglietti,ma soprattutto in relazione alle banche che hanno rinunciato achiedere il rimborso, in quanto le operazioni di soccorso veniva-no effettuate nellaspettativa di una forma di remunerazione51.

    Secondo alcuni commentatori, la stessa legge del 1885 fu in-trodotta per aumentare lelasticit dellofferta degli istituti mag-giori ed indurli cos a mantenere i biglietti delle banche minori52.

    Inoltre, in occasione della crisi economica nella seconda par-te del periodo, lo Stato chiam gli istituti di emissione a effet-tuare operazioni di salvataggio di alcune societ in difficolt, au-mentando la liquidit del sistema.

    Cos, in occasione dalla crisi di diverse banche non di emis-sione nel 1887, a sua volta causata dalla crisi edilizia, la BNSvenne autorizzata nel 1889 a emettere, senza copertura di riser-va, 50 milioni, per effettuare operazioni di salvataggio. Nel com-plesso, il governo impose alla banca di effettuare prestiti alla Ban-ca Tiberina, allEsquilino, alla Fondiaria e alla Banca Popolare diTorino. A questi si aggiunge il prestito di 3,5 milioni alla provin-cia di Cagliari, effettuato senza copertura di riserva e voluto dal-lo Stato.

    In occasione del prestito alla Tiberina, Pareto scrive: la Ban-ca Tiberina potette cos pagare i suoi creditori, ma la Banca Na-zionale non pag i suoi: perch fu a questepoca che inizi a noncambiare pi i suoi biglietti53.

    Sempre a finalit di salvataggio nel periodo della crisi, il go-verno concesse gli istituti di emissione 23 milioni di piastre bor-boniche, depositate in conto corrente, per accrescere le emissionicoperte al 100%.

    Linterferenza con il processo di emissione arriv poi al cul-

    52 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    51 Scrive, ad esempio, PARETO V. [14] p. 19, a proposito della strategia dellaBNS: ma perch la Banca Nazionale, che aveva comunque unamministrazioneonesta e abile, si lasciava trascinare su questa strada? La risposta molto sem-plice: perch sperava, a forza di compiacere il governo, di ottenere il privilegioesclusivo dellemissione.

    52 v. SUPINO O. [23], p. 83.53 PARETO V. [14], p. 8.

  • mine con la sospensione ufficiale della riscontrata nel 1891. Mo-dificando le regole della riscontrata, il governo annull la con-vertibilit. Ne risult un vero e proprio corso forzoso, esteso al-la circolazione privata di tutte le banche.

    Verso la fase finale del periodo, anche la convertibilit a li-vello del pubblico venne ostacolata, con lappoggio dello Stato: celebre una sentenza del tribunale civile e penale di Torino, che,a fronte del rifiuto del Banco di Napoli di cambiare i suoi bigliettia seguito della richiesta di un privato, dichiar la incompetenzadellautorit giudiziaria a statuire in merito alle domande (di con-versione) (...)54.

    Nel complesso, le condizioni dellemissione sono state altera-te non solo per i singoli episodi di sospensione della convertibi-lit e per le operazioni di salvataggio volute dal governo, ma so-prattutto per le aspettative di remunerazione generate dalla col-laborazione con la linea del governo.

    3.4.3 Il comportamento delle banche

    Il ritorno alla convertibilit, previsto dalla legge del 1881, di-venne effettivo solo nel 1883. Nel periodo che va dal 1883 al 1891,data di sospensione ufficiale della riscontrata, due elementi ca-ratterizzano il comportamento delle banche di emissione: lau-mento generalizzato della circolazione e una cattiva gestione deiportafogli. Sotto entrambi i profili, le vicende degli istituti di emis-sione si intrecciano con le politiche seguite dal governo.

    Sulle prime, il cambio dei biglietti non pose particolari pro-blemi. Inizialmente, le richieste di conversione provenivanosoprattutto dalle altre banche; ad esempio, nel primo anno diconvertibilit, solo il 17,17% delle operazioni avvenne per i pri-vati55. Probabilmente le richieste di conversione nel periodo ini-ziale erano determinate dai rancori accumulati nel tempo tra gliistituti di emissione, anche a causa dei privilegi di cui avevagoduto la BNS.

    Le banche di emissione in Italia tra il 1861 e il 1893: etc. 53

    54 v. DI NARDI G. [4], p. 349.55 v. SUPINO C. [23], p. 81

  • Il governo intervenne gi da subito per tutelare gli istituti mi-nori, chiedendo alle banche maggiori di sospendere la conversio-ne. Cos, gi nel 1883 la BNS immobilizz della BNT per un va-lore di 4,9 milioni, 1,4 milioni della BTC e 4,5 milioni della Ban-ca Romana, mentre il Banco di Napoli immobilizz 2,5 milionidella BR56.

    Successivamente, a seguito di pressioni da parte della BancaRomana, il governo chiese nel 1886 alla BNS di immobilizzare 4,5milioni della BR, divenuti in seguito 6 e poi 15 milioni, e al Ban-co di Napoli 3,8 milioni.

    I biglietti degli altri istituti continuavano in tal modo ad ac-cumularsi nelle casse della BNS. Laumento maggiore si verifi-cato tra il 1883 e il 1887: dal 1884 al 1885 i biglietti aumentaro-no del 66%; nei due anni successivi aumentarono del 47% e del54%. Successivamente landamento si stabilizz. In termini asso-luti, i biglietti in cassa erano pari a 10.440.000 lire nel 1883; di-vennero 44.953.000 nel 1889. interessante notare che nel corsodel 1891, anno della sospensione ufficiale della riscontrata, solonel mese di giugno i biglietti nelle casse della BNS furono pari a62.887.000, per una media annuale di 30.498.750 57.

    Laumento di circolazione si manifest gi a partire dal 1883,data del primo episodio di sospensione della convertibilit, e rag-giunse le proporzioni maggiori proprio per gli istituti principali,la BNS e il BN (graff. 2 e 5)58.

    Tra il 1883 e il 1885 anche la BNT e la BS aumentarono laloro circolazione, sebbene non in modo paragonabile alle due ban-che pi grandi (graff. 3 e 6). In particolare, la BNT riuscita adaumentare la circolazione dei suoi biglietti nel 1884, ritirando i

    54 Giuseppina Gianfreda - Nathalie Janson

    56 Sul punto, v. SUPINO C. [23], p. 82.57 I dati presentati rappresentano la media annuale dei dati mensili raccolti

    da DE MATTIA R. [3], tav. 19, dettaglio mensile delle riserve e dei valori in cassadegli Istituti di emissione, voce 23.

    58 Laumento di circolazione degli istituti, ad eccezione della BNS e della BTC, in parte spiegabile alla luce di un processo di espansione territoriale. In parti-colare, le province in cui i biglietti degli istituti avevano corso legale aumentaro-no, infatti, da 25 nel 1883 a 67 nel 1886 a 68 nel 1890 per il BN; da 7 nel 1883a 25 nel 1884 a 60 nel 1885 per la BS; da 9 nel 1883 a 25 nel 1884 a 47 nel 1887per la BNT; da 11 nel 1883 a 31 nel 1885 a 40 nel 1886 a 42 lanno successivo perla BR v. RIPA DI MEANA A. - SARCINELLI M. [16], tavola 4, p. 130.

  • biglietti immobilizzati presso la BNS; nello stesso periodo, ha ri-dotto drasticamente le spese per la riscontrata59.

    La circolazione della Banca Romana aument in misura con-siderevole a seguito della seconda sospensione della riscontrata,ossia a partire dal 1887 (graf. 7); inoltre, accanto alla circolazio-ne ufficiale si scopr per la Banca Romana una circolazione clan-destina.

    La circolazione della BTC invece rimasta sempre pressochcostante, registrandosi solo una lieve aumento, in media, rispettoal periodo precedente (graf. 4).

    Gli aumenti della circolazione, ad eccezione del caso del BN,si accompagnarono ad aumenti del rapporto tra riserve e circola-zione. Sotto questo profilo, infatti, non sembrerebbe che gli isti-tuti di emissione abbiano emesso in misura sproporzionata ri-spetto alle riserve. Considerato per che, soprattutto a partire dal1887, le banche operarono in un contesto di crisi economica e cheper effetto di tale circostanza accumularono ingenti sofferenze,leffetto distorsivo della sospensione della convertibilit proba-bilmente da ricercarsi nella mancata contrazione delle emissioniche, date le immobilizzazioni delle banche, ci si sarebbe dovutiattendere.

    Infatti, negli anni che vanno dal 1885 al 1888 gli istituti han-no dovuto subire richieste di conversione molto frequenti, chehanno ridotto il tempo di circolazione delle banconote60; in alcu-ni casi, gli istituti sono dovuti ricorrere a degli espedienti per noncambiare i loro biglietti.

    La situazione era ulter