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  • Fiabe cinesi

    e tibetane

    Titoli originali:

    Chinese Fairy Tales and Fantasies

    1979 by Moss Roberts

    Traduzione di: Isa Mogherini

    Stories from beyond the clouds. An anthology of Tibetan folk tales

    1975 by Library of Tibetan Works and Archives

    Traduzione di: Maria Magrini

    1986 per ledizione italiana ARCANA EDITRICE srl Edizione CDE spa Milano

    su licenza dellARCANA EDITRICE srl

    FIABE E STORIE CINESI

    A CURA DI

    Moss Roberts

    con la collaborazione di C. N. Tay

  • A Sean e Jennifer

    RINGRAZIAMENTI

    Vorrei ringraziare innanzitutto il professor C.N. Tay della New York University, per il suo

    confortante incoraggiamento e per il contributo delle sue eccezionali conoscenze linguistiche e

    letterarie. E inoltre:

    le redattrici della Pantheon Books, Wendy Wolf e Mary Barnett, i cui eccellenti consigli in

    materia di gusto letterario e di stile hanno migliorato in molti modi il mio manoscritto;

    mia moglie Florence e i miei bambini Sean e Jennifer, che hanno letto con impegno il

    manoscritto e offerto validi suggerimenti;

    la nostra amica Shirley Hochhausen, che ha ascoltato questi racconti con orecchio sensibile e

    benevolo;

    gli studenti del corso di studi orientali alla New York University, il cui interesse ha vivamente

    stimolato le mie ricerche sulla letteratura cinese.

    INTRODUZIONE

    La vita quotidiana dei mortali, il favoloso regno degli uccelli e degli animali, e il mondo

    soprannaturale degli di e dei fantasmi, si mescolano in questi racconti, fiabe e fantasie. Come le

    fiabe popolari dellOccidente, essi sgorgano dalle profonde sorgenti della storia e dellimmaginazione di una civilt; e i contadini, i filosofi, le vergini, i re, i giudici, le tigri e i pappagalli che vincontriamo, ci ricordano, a volte, personaggi di leggende pi familiari. Allo stesso tempo, queste storie recano limpronta della societ e delle tradizioni originali che le hanno prodotte. Esse offrono una chiara visione dellordine sociale cinese, attraverso le complesse relazioni che lo definiscono: imperatore e suddito, padre e figlio, marito e moglie (o mogli),

    funzionario e contadino, uomo e animale.

    I filosofi confuciani, che prevalsero nello stato cinese, concepivano queste relazioni come un

    armonioso equilibrio di doveri, e numerosi scritti di questa raccolta illustrano la loro concezione

    dellordine e dellautorit. Generalmente parlando, i confuciani erano la voce degli ordini superiori: imperatore, padre, marito. La maggior parte dei nostri racconti, tuttavia, danno voce alle altre parti

    sociali, poich essi provengono dai taoisti, filosofi e critici che rappresentano gli ordini inferiori e

    che furono, storicamente, oppositori dei confuciani. La visione taoista trov un vivido mezzo di

    espressione nella letteratura popolare: in novelle, scherzi, racconti e leggende, come quelli che

    possiamo leggere in questo libro. In effetti, uno degli scopi di questo genere narrativo, disprezzato e

    anche messo al bando dalle autorit confuciane, fu quello di dare pubblicit ai crimini dei potenti e

    alle ingiurie sofferte dai subordinati, inclusi i bambini, le donne, gli animali. Come il conflitto tra

    superiori e inferiori plasm la storia della Cina, cos la rivalit tra le due grandi filosofie plasm la

    cultura cinese.

    Nella dottrina di Confucio, limperatore siede al centro dei regni: politico, sociale e naturale. Egli

  • governa su mandato del cielo e la sua autorit spirituale sirradia in cerchi concentrici; in cambio, riceve lobbedienza e la fedelt degli esseri umani e la sottomissione delle creature e delle cose. Il suddito cinese vedeva simultaneamente in lui il Figlio del Cielo e il padre del popolo, fondendo cos

    i ruoli occidentali del re e del papa in una sola figura di semidio. Come discendente del fondatore

    della propria dinastia, limperatore era tenuto alladorazione filiale degli antenati e al buon governo della famiglia; in particolare, doveva aver cura della sistemazione matrimoniale e della conveniente

    educazione del figlio destinato a succedergli. Nel confucianesimo, il principio ereditario era

    fondamentale, poich la famiglia imperiale costituiva il cuore dello stato.

    Limperatore esercitava il suo potere sullintero paese, in modo diretto per mezzo della burocrazia imperiale, e indirettamente attraverso i clan dei grandi proprietari terrieri, detti anche,

    talvolta, classe gentilizia o nobilt locale. Gli incarichi pubblici (aspirazione di tutti i giovani dei

    clan) si ottenevano mediante esami di abilitazione basati sulla conoscenza dei libri sacri del

    confucianesimo: dottrina, rituali, etica, metafisica e storia. Un giovane ambizioso poteva salire di

    grado superando tre successivi livelli di esami: per la contea, per la provincia, per la citt. Il sistema

    aveva lo scopo di delegare le responsabilit di governo a uomini onesti e colti, a funzionari-letterati

    che avrebbero governato con giudizio.

    Questi racconti, a ogni modo, trattano della pratica, non della teoria; e, nella realt, la burocrazia

    era una struttura ingombrante e spesso corrotta, nella quale la nomina dei funzionari pubblici era

    determinata da molteplici fattori: non esclusi, accanto alla sapienza, il clientelismo e la corruzione.

    Un racconto come La concubina del letterato vuol essere una caustica satira della vendita di cariche

    pubbliche a persone non qualificate.

    Il funzionario pubblico che appare pi spesso in questa raccolta il magistrato di contea, il grado

    pi basso della burocrazia imperiale, governatore diretto del popolo nella sua giurisdizione.

    Generalmente egli aveva conseguito un diploma metropolitano o provinciale e ci si rivolgeva a lui come al padre della contea; tuttavia, di solito si curava ben poco delle sorti del contado e raramente era amato. I racconti Un giudice saggio e Un giudice scaltro costituiscono un omaggio ai

    buoni magistrati; ma Relazioni sociali racconta in qual modo un funzionario disonesto pot portare

    alla rovina un prospero agricoltore. La giustizia ultraterrena va ancora pi lontano, mostrando

    quanto sia scarsa la giustizia, in questo mondo come nellaltro. Questo spirito critico toccava raramente limperatore in persona. Fa eccezione il primo racconto

    della raccolta, Il grillo, dove lintera burocrazia si mobilita per procacciare un nuovo svago alla corte.

    I grandi clan che governavano localmente costituivano dei piccoli modelli della famiglia

    imperiale. Anche qui si dovevano rispettare i diritti ereditari, per agevolare la trasmissione dei beni

    e del rango; a questo medesimo scopo, larte di combinare matrimoni era essenziale. Se un giovane nobile e la sua prima sposa avevano scarse possibilit di scelta, le mogli successive, o concubine, non ne avevano affatto. Generalmente parlando, in una societ che faceva della famiglia una unit

    politica oltre che sociale, la libert dinnamorarsi e di sposare a proprio gusto non poteva essere tollerata; preferenze e desideri personali dovevano sottomettersi alle virt sociali. La risposta a

    questa imposizione ossia la lotta per la libert in amore e nel matrimonio anim gran parte della letteratura cinese, come si vede nei due racconti La figlia divisa, che descrive

    compassionevolmente il dolore delle coppie desiderose di sposarsi per amore e non per dovere, e La

    servente e il pappagallo, dove una giovane concubina che ama uno studente riceve aiuto da un

    soccorritore inusitato.

    Il controllo delle emozioni il cuore stesso della percezione confuciana dellumana natura. Il confucianesimo definiva gli esseri umani unicamente sulla base di relazioni obbligate, la cui

    essenza e il cui atto fondamentale erano lobbedienza: i bambini obbedivano ai genitori, i contadini obbedivano ai signori e ai funzionari pubblici, le mogli obbedivano ai mariti. Questa era la molla

    prima del comportamento: abbandonare passione e istinto, come attributi non gi umani, bens

    animaleschi. Nel racconto II censore e la tigre incontriamo un funzionario decaduto, appunto, a tale

    stato selvaggio.

    Il grande novelliere Pu Sung-ling, voce dominante di questa raccolta, attacca la tradizione

  • confuciana tutta intera, in una serie di racconti dove animali ed altre creature subordinate offrono un modello di condotta virtuosa che i loro superiori avrebbero fatto bene a seguire. Nei racconti II

    cane devoto, Luomo dei serpenti e II topo fedele, egli mostra in modo assai convincente dove si trovino davvero lamore e la compassione. Ventuno dei racconti qui raccolti sono tratti dal libro di Pu Archivio di Cose Strane in uno studio di fortuna, una raccolta di oltre quattrocento racconti che costituisce il vertice della tradizione novellistica cinese. Il manoscritto di questopera fu probabilmente completato verso la fine del XVII secolo e circol largamente, anche se fu

    pubblicato in via ufficiale solo nel periodo 1760-1770, cinquantanni circa dopo la morte di Pu. La contro-tradizione letteraria, della quale Pu fu probabilmente la figura centrale, ha le sue

    radici nel taoismo, una filosofia antica quanto il confucianesimo, e la pi critica nei suoi confronti.

    Il Tao (letteralmente: la Via, o La Corrente Principale) lantenato universale e luniversale annientato-re. In quanto livellatore ultimo di tutte le creature viventi, esso crea tutte le cose uguali,

    senza dare ad alcuna di esse dominio su unaltra, per diritto di nascita o per qualsivoglia altro potere ereditario. Lautorit del Tao assoluta; esso non ne trasferisce alcuna in ci c