In Dialogo mag2012

of 16/16
Poste Italiane Spa – Sped. Abb. Postale – D.L. 353/2003 (conv. In 27/02/2004 n° 46), comma 2, DCB Milano – e 1,20 - ANNO XXVI – n. 3/maggio 2012 www.azionecattolicamilano.it/indialogo pubblicazione informativa no profit Omologato 3/2012 in dialogo unitario Mensile dell’Azione Cattolica ambrosiana ALL’INTERNO pp. 2/3 Speciale Family 2012 p. 4 Giovani e lavoro, i dati della ricerca del settore giovani p.8 Le nuove rubriche L'invito della Presidente diocesana Valentina Soncini e dell'assistente don Ivano Valagussa Appuntamento al Family 2012 I l Papa sarà a Milano per tre gior- ni. Una visita eccezionalmen- te lunga. Con lui, in occasione del VII Incontro mondiale delle famiglie, arriveranno decine di migliaia di pellegrini dall'Italia e dal mondo. Abbiamo intervistato la presidente diocesana Valentina Soncini e l’as- sistente unitario don Ivano Valagus- sa, che ci aiuteranno a comprendere come prepararci al meglio a questa straordinaria occasione. Come vivere al meglio questa op- portunità? Valentina: Anzitutto vorrei rinno- vare l’invito a tutti i soci a esserci e a vivere questa opportunità. Secondo lo stile dell’Ac il modo migliore per vivere queste occasioni di “raduno di massa” è quello di arrivare preparati, consapevoli, pronti e motivati. Solo con questa preparazione interiore si può riuscire a non venire travolti dalla dimensione esteriore, dall’orga- nizzazione e dai problemi logistici, Giovani e lavoro: li chiamavano bamboccioni Q uante voci sentiamo parlare dei giovani oggi. Quante po- che voci si sforzano invece di parlare a loro! E chi lo fa, tante volte, usa la lingua della propria generazione, non la loro. Si continuano a ricamare epiteti attorno a idee tanto degradanti quanto stantie che sottolineano anco- ra di più la difficoltà di dialogo tra due generazioni molto diverse e che hanno perso il senso dei ruoli. È difficile capi- re lo scopo di etichettature come “bam- boccioni”, “scansafatiche” o “sfigati”, attribuite senza tanti distinguo a quella fascia della popolazione che è sempre stata il vero motore di ogni popolo. E lo è tut- tora. È vero che molti cattivi esempi di questa generazione sono sotto gli occhi di tut- ti. Ma siamo convinti che questi siano i soliti alberi marci che col rumore della loro caduta sovrastano il lavoro silen- zioso di tutti gli altri. Ma chi vuole ve- ramente conoscere questa generazione farebbe meglio a cercare di ascoltare il silenzio dei giovani che ogni mattina si svegliano nell’incertezza, e scelgono di affrontarla mostrando il coraggio di chi non perde tempo a lamentarsi dell’ere- dità ingiusta che gli è toccata, ma mette in campo il meglio delle sue capacità per dare respiro alla società che abita. Antonio Filieri - Vicepresidente e responsabile settore giovani che in queste occasioni divengono decisivi e… invasivi. La preparazio- ne riguardo al tema e all’importanza dell’incontro con il Pontefice per- mette di accogliere anche da lonta- no, anche nella folla, quelle parole e quelle immagini che nel tempo re- stano nell’anima e portano frutto. I grandi raduni sono occasione visibile particolare per fare esperienza della universalità della Chiesa, della sua cattolicità, oltre e dentro ogni cultu- ra, lingua, popolo. Un’esperienza che se ben preparata dilata gli orizzonti della fede e permette di comprende- re più adeguatamente il ruolo unifi- cante dello stesso ministero petrino. Per preparare al meglio i propri soci e dare un contributo formativo alla nostra Chiesa locale, l’Ac ha prodotto lungo tutto l’anno percorsi ed even- ti dedicati al tema, con il linguaggio della preghiera, della spiritualità, del- la ricerca pensosa, del convegno a più voci. Ciascuno - ragazzo, giovane o adulto - può aver raccolto una parola in preparazione. In ultimo, per tutti ci prepariamo con animo festoso al grande incontro con la Camminata del sì a Magenta-Mesero il 12 maggio, evento associativo, popolare, aperto a tutti... prova generale prima dei gior- ni della festa mondiale Il cardinale Scola ha ribadito che occorre cogliere l'occasione per ri- scoprire la centralità del magistero papale e ha sottolineato: non è una voce tra le tante! L'Ac da sempre educa ad una vita ecclesiale orien- tata al magistero del Papa e alla di- mensione diocesana... don Ivano: La visita del Papa a Milano è motivo per un rinnovato impegno da parte dell’Ac ambrosiana a vivere quanto Benedetto XVI le ha indicato nell’incontro in piazza San Pietro a Roma il 4 maggio 2008: Una festa “in famiglia” con il Fiac Una festa “in famiglia” durante l’Incontro mondiale delle fami- glie. Il gioco di parole serve per parlare dell’iniziativa organizzata dall’Azione cattolica ambrosiana, dalla presidenza nazionale e il Fiac (Il Forum internazionale di Ac): sabato 2 giugno, durante l’In- contro mondiale delle famiglie, anche l’Ac si ritroverà “in famiglia” con una festa che si svolgerà in mattinata presso l’Istituto suore di Maria Consolatrice in via Galvani 26 a Milano (a due passi dalla stazione Centrale). Sono inviati tutti i soci milanesi e lombardi e tutti gli aderenti di Ac provenienti dall’Italia e dal mondo e presenti a Milano in quei giorni. Un’occasione unica di incontro e acco- glienza reciproca nella grande famiglia dell’associazione. La festa inizia alle ore 10 con l’animazione. A seguire: “Tre generazioni a confronto: un bambino, un genitore, un nonno si raccontano”, sa- luti e interventi del presidente di Ac Franco Miano e del presidente del Fiac. Ancora: “Universo famiglia: 5 famiglie di 5 continenti si raccontano” e infine spettacolo di cabaret di Mike Diegoli: “Quat- tro Maschi?”. Alle 13 preghiera conclusiva e saluti. A conclusione si potrà consumare in loco la colazione al sacco, prima di ripren- dere la via per Bresso, dove ci sarà la festa delle testimonianze con la presenza di Bendetto XVI. Continua a pag.2 Continua a pag.4
  • date post

    30-Mar-2016
  • Category

    Documents

  • view

    221
  • download

    5

Embed Size (px)

description

Il numero di maggio del mensile dell'azione cattolica ambrosiana

Transcript of In Dialogo mag2012

  • Pos

    te It

    alia

    ne S

    pa

    Spe

    d. A

    bb. P

    osta

    le

    D.L

    . 353

    /200

    3 (c

    onv.

    In 2

    7/02

    /200

    4 n

    46)

    , com

    ma

    2, D

    CB

    Mila

    no

    e 1

    ,20

    - AN

    NO

    XX

    VI

    n. 3

    /mag

    gio

    201

    2 w

    ww

    .azi

    on

    ecat

    tolic

    amila

    no.

    it/in

    dia

    logo

    pubblicazioneinformativa

    no profitOmologato

    3/2012

    in dialogounitario

    Mensile dell Azione Cattolica ambrosiana

    ALLINTERNO

    pp. 2/3Speciale Family 2012

    p. 4Giovani e lavoro, i dati della ricerca del settore giovani

    p.8Le nuove rubriche

    L'invito della Presidente diocesana Valentina Soncini e dell'assistente don Ivano Valagussa

    Appuntamento al Family 2012

    Il Papa sar a Milano per tre gior-ni. Una visita eccezionalmen-te lunga. Con lui, in occasione del VII Incontro mondiale delle famiglie, arriveranno decine di migliaia di pellegrini dall'Italia e dal mondo. Abbiamo intervistato la presidente diocesana Valentina Soncini e las-sistente unitario don Ivano Valagus-sa, che ci aiuteranno a comprendere come prepararci al meglio a questa straordinaria occasione.

    Come vivere al meglio questa op-portunit?

    Valentina: Anzitutto vorrei rinno-vare linvito a tutti i soci a esserci e a vivere questa opportunit. Secondo lo stile dellAc il modo migliore per vivere queste occasioni di raduno di massa quello di arrivare preparati, consapevoli, pronti e motivati. Solo con questa preparazione interiore si pu riuscire a non venire travolti dalla dimensione esteriore, dallorga-nizzazione e dai problemi logistici,

    Giovani e lavoro: li chiamavano bamboccioni

    Quante voci sentiamo parlare dei giovani oggi. Quante po-che voci si sforzano invece di parlare a loro! E chi lo fa, tante volte, usa la lingua della propria generazione, non la loro. Si continuano a ricamare epiteti attorno a idee tanto degradanti quanto stantie che sottolineano anco-ra di pi la difficolt di dialogo tra due generazioni molto diverse e che hanno perso il senso dei ruoli. difficile capi-re lo scopo di etichettature come bam-boccioni, scansafatiche o sfigati, attribuite senza tanti distinguo a quella fascia della popolazione che sempre

    stata il vero motore di ogni popolo. E lo tut-tora. vero che molti cattivi esempi di questa

    generazione sono sotto gli occhi di tut-ti. Ma siamo convinti che questi siano i soliti alberi marci che col rumore della loro caduta sovrastano il lavoro silen-zioso di tutti gli altri. Ma chi vuole ve-ramente conoscere questa generazione farebbe meglio a cercare di ascoltare il silenzio dei giovani che ogni mattina si svegliano nellincertezza, e scelgono di affrontarla mostrando il coraggio di chi non perde tempo a lamentarsi dellere-dit ingiusta che gli toccata, ma mette in campo il meglio delle sue capacit per dare respiro alla societ che abita.

    Antonio Filieri - Vicepresidente e responsabile settore giovani

    che in queste occasioni divengono decisivi e invasivi. La preparazio-ne riguardo al tema e allimportanza dellincontro con il Pontefice per-mette di accogliere anche da lonta-no, anche nella folla, quelle parole e quelle immagini che nel tempo re-stano nellanima e portano frutto. I grandi raduni sono occasione visibile particolare per fare esperienza della universalit della Chiesa, della sua cattolicit, oltre e dentro ogni cultu-ra, lingua, popolo. Unesperienza che se ben preparata dilata gli orizzonti della fede e permette di comprende-re pi adeguatamente il ruolo unifi-cante dello stesso ministero petrino. Per preparare al meglio i propri soci e dare un contributo formativo alla nostra Chiesa locale, lAc ha prodotto lungo tutto lanno percorsi ed even-ti dedicati al tema, con il linguaggio della preghiera, della spiritualit, del-la ricerca pensosa, del convegno a pi voci. Ciascuno - ragazzo, giovane o adulto - pu aver raccolto una parola in preparazione. In ultimo, per tutti ci prepariamo con animo festoso al grande incontro con la Camminata del s a Magenta-Mesero il 12 maggio, evento associativo, popolare, aperto a tutti... prova generale prima dei gior-ni della festa mondiale

    Il cardinale Scola ha ribadito che occorre cogliere l'occasione per ri-

    scoprire la centralit del magistero papale e ha sottolineato: non una voce tra le tante! L'Ac da sempre educa ad una vita ecclesiale orien-tata al magistero del Papa e alla di-mensione diocesana...

    don Ivano: La visita del Papa a Milano motivo per un rinnovato impegno da parte dellAc ambrosiana a vivere quanto Benedetto XVI le ha indicato nellincontro in piazza San Pietro a Roma il 4 maggio 2008:

    Una festa in famiglia con il FiacUna festa in famiglia durante lIncontro mondiale delle fami-

    glie. Il gioco di parole serve per parlare delliniziativa organizzata dallAzione cattolica ambrosiana, dalla presidenza nazionale e il Fiac (Il Forum internazionale di Ac): sabato 2 giugno, durante lIn-contro mondiale delle famiglie, anche lAc si ritrover in famiglia con una festa che si svolger in mattinata presso lIstituto suore di Maria Consolatrice in via Galvani 26 a Milano (a due passi dalla stazione Centrale). Sono inviati tutti i soci milanesi e lombardi e tutti gli aderenti di Ac provenienti dallItalia e dal mondo e presenti a Milano in quei giorni. Unoccasione unica di incontro e acco-glienza reciproca nella grande famiglia dellassociazione. La festa inizia alle ore 10 con lanimazione. A seguire: Tre generazioni a confronto: un bambino, un genitore, un nonno si raccontano, sa-luti e interventi del presidente di Ac Franco Miano e del presidente del Fiac. Ancora: Universo famiglia: 5 famiglie di 5 continenti si raccontano e infine spettacolo di cabaret di Mike Diegoli: Quat-tro Maschi?. Alle 13 preghiera conclusiva e saluti. A conclusione si potr consumare in loco la colazione al sacco, prima di ripren-dere la via per Bresso, dove ci sar la festa delle testimonianze con la presenza di Bendetto XVI.

    Continua a pag.2

    Continua a pag.4

  • 2maggio

    2012

    SPECIALE FAMILy 2012

    Vi incoraggio pertanto a prosegui-re con generosit nel vostro servizio alla Chiesa. Assumendone il fine apostolico generale, in spirito di intima unione con il Successore di Pietro e di operosa corresponsabi-lit con i Pastori, voi incarnate una ministerialit in equilibrio fecondo tra Chiesa universale e Chiesa loca-le, che vi chiama ad offrire un con-tributo incessante e insostituibile alla comunione. Questa particola-re vocazione laicale pu offrire alle persone incontrate nei diversi am-bienti sintesi concrete tra Vangelo e vita nella misura in cui sar docile allazione dello Spirito e ben radi-cata nel mistero di comunione del-la Chiesa. Sono questi gli elementi irrinunciabili della formazione nei gruppi di Ac. La fedelt a questa for-mazione permette allAzione catto-lica di raccogliere il compito che il Papa le ha affidato nella continua riscoperta della centralit del suo magistero e nella consapevolezza di edificare come laicato in modo corresponsabile la Chiesa locale in comunione con il proprio Vescovo.

    Si parler soprattutto di famiglia, in relazione ai temi del lavoro e della festa. Cosa vi aspettate dal Papa su questi temi?

    Valentina: Ci aspettiamo dal Papa parole di speranza, di futuro, di vita. I grandi problemi che oggi mettono a dura prova la famiglia chiedono parole di misericordia,

    capaci di raccogliere tutte le situa-zioni, quelle felici e quelle tristi, fa-cendo sentire a tutti che veramente le gioie, le speranze, la tristezza e le prove della gente sono le stesse che vive e condivide la Chiesa. Ci aspettiamo anche parole di conver-sione, parole che richiamino al pri-mato della fede, nella quale pos-sibile dare fondamento alle tante questioni personali e sociali.

    Quale impegno per i soci di Ac?Don Ivano: Quello di condivi-

    dere con altri questo appuntamen-to. Per questo occorre rivolgere linvito non solo a chi frequenta i nostri ambienti ecclesiali, ma an-che a chi in ricerca di una nuova visione della vita, delle relazioni familiari, dellimpegno sociale e civile. Una condivisione di un ap-puntamento per coltivare insieme nel quotidiano la speranza cristia-na a partire dal ritmo lavoro e festa in famiglia.

    Valentina: Un impegno che sen-to particolarmente urgente quello che ciascuno cerchi di partecipare e di raccogliere dallevento dellIn-contro mondiale e soprattutto dalle parole del Santo Padre indicazioni per elaborare - dopo tanti passi sul-la famiglia, sul lavoro e sulla festa - una sintesi nuova da cui ripartire gi dal 4 giugno. Il giorno dopo si volta pagina, non per lasciarsi alle spalle un tempo intenso, ma per farne tesoro e muovere nuovi passi a favore della civilt dellamore.

    Paolo Rappellino

    Carissimi, con grande gioia che vi voglio far partecipi di un importante avvenimento che ha reso felice il nostro Gruppo AC di Novate Milanese e tutta la Comunit della Parrocchia SS MM Gervaso e Protaso.Gioved 18 aprile scorso due dei nostri pi affezio-nati soci (il numero degli anni di associazionismo contateli nei vostri archivi...) Lucia Brambilla e Anto-nio "Gino" Spadari hanno coronato i loro 60 anni di matrimonio. stata celebrata una Santa Messa dal nostro Assistente Don Massimo Riva: davanti all'al-tare gli sposi con i loro tre figli Mariagrazia, Marco e Anna con i rispettivi coniugi e i numerosi nipoti oltre i parenti, parrocchiani e una folta presenza di soci AC. Lucia e Gino hanno passato la loro vita al servizio della Chiesa locale, disponibili ad ogni ser-vizio per la Comunit, per gli Oratori e per il servizio sociale. Sono stati e ancora oggi continuano esse-re distributori di simpatia e di amicizia, trasparenza di una gioia interiore vissuta quotidianamente nella

    Fede. Mi piace ricordarli in prossimit del "VII Incon-tro Mondiale per le Famiglie" quale testimonianza viva alla giovent di come l'amore sponsale vissuto con fe-delt, fecondit e carit diventa specchio vivente del grande Amore di Dio per le sue creature. Esempi come questi fanno bene alle Famiglie di tutto il mondo! Ca-rissimi Lucia e Antonio, con i vostri 60 anni di matrimo-nio ci siete testimoni che la famiglia sempre e ancora viva, che l'amore coniugale il suo nucleo portante ed irrinunciabile quando diventa specchio dell'amore di Dio verso le sue creature. Il vostro amore fedele, fecondo, caritativo, un amore da voi voluto per sem-pre richiamandoci alla mente quanto recita il Salmo: Rendete grazie al Signore perch buono, perch il suo amore per sempre. Gli auguri che vi facciamo nascono dal nostro cuore e si esprimono in un corale abbraccio fraterno.

    Franco BoldoriniPresidente AC Novate Milanese

    SS MM Gervaso e Protaso

    Una testimonianza d'amore

    L'impegno di Ac nelle parole di Valentina Soncini e don Ivano Valagussa

    Appuntamento al Family 2012Segue dalla prima Domenica 27 maggio

    11.00 Duomo di Milano: Pontificale di Pentecoste presieduto dallArcive-scovo di Milano Cardinale Angelo Scola

    Marted 29 maggioPresso Fieramilano City: Fiera internazionale della famiglia

    Mercoled 30 maggioPresso Fieramilano CityFiera internazionale della famigliaCongresso teologico pastorale:Mattino: congresso09.30: cerimonia di apertura10.00: I relazione11.30: II relazione13.00: pausa pranzoPomeriggio: dibattiti, testimonianza, tavole rotonde15.00: I sessione17.00: II sessioneSera: cena e momento di festa presso le famiglie ospitanti o le parrocchie

    Gioved 31 maggioPresso Fieramilano CityFiera internazionale della famigliaCongresso teologico pastoraleMattino: congresso9.30: III relazione11.00: IV relazione13.00: pausa pranzoPomeriggio: a Milano e in altre dio-cesi lombarde incontri, testimonian-ze, dibattiti, tavole rotondeSera: cena e momento di festa presso il luogo dellevento pomeridiano, le famiglie ospitanti o le parrocchie

    Venerd 1 giugnoPresso Fieramilano CityFiera internazionale della famigliaCongresso teologico pastorale

    Mattino: congresso9.30: V relazione11.00: VI relazione13.00: pausa pranzoPomeriggio: in diversi luoghi signifi-cativi di Milano incontri, dibattiti e tavole rotonde17.30 Piazza Duomo: Benedetto XVI incontra la cittadinanza. Discorso del Santo Padre19.30 Teatro Alla Scala: concerto in onore del Santo PadreSera: Cena presso le famiglie ospitan-ti o le parrocchie21.30: adorazione eucaristica in Duomo e nelle principali basiliche e chiese della Diocesi

    Sabato 2 giugnoPresso Fieramilano City: Fiera inter-nazionale della famiglia10.00 Duomo: celebrazioni dellO-ra Media e meditazione del Santo Padre. 11.00 stadio di San Siro: Benedetto XVI incontra i cresimandiCelebrazioni e incontri nelle parroc-chie per singoli gruppi17.00 in Arcivescovado: Benedetto XVI incontra le autorit civili. Discor-so del Santo Padre.20.30 Parco Milano Nord-Aeroporto di Bresso: Benedetto XVI incontra le famiglie-Festa delle testimonianze

    Domenica 3 giugno10.00 Parco Milano Nord-Aeroporto di Bresso: Santa Messa solenne pre-sieduta da papa Benedetto XVI16.30 in Arcivescovado: Benedetto XVI saluta i membri della Fondazio-ne Milano Famiglie 201217.30 in aeroporto: Benedetto XVI saluta le autorit civili

    Il p

    ro

    gr

    am

    ma

    de

    ll'e

    ve

    nt

    o

  • Speciale Family 2012 3maggio

    2012

    Lappuntamento del Family 2012 non poteva passare inosser-vato e difatti lAzione Cattolica ambrosiana ha progettato varie iniziative per quella scadenza, a partire dal bellappuntamento della Camminata del S, a Mesero. La Cooperativa In Dialogo viene coinvolta in questo lavoro pre-paratorio e ha realizzato diversi strumenti, che possono diven-tare utili in tutto il mese di maggio.Innanzitutto un volume promosso dallAcr e rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 12 anni.

    la famiglia: il pane e la gioia (pagine 72, euro 9,50) presenta le dieci catechesi pre-paratorie allincontro con il Papa e le rende comprensibili ai ragazzi tramite un linguag-gio accessibile e a splendidi disegni, tutto a colori. Ogni capitolo (la creazione, il la-voro, il doppio lavoro di mamma, la festa per la famiglia, il giorno del Signore.) ha unampia parte didattica che comprende la spiegazione di alcune parole che pos-sono risultare nuove, un breve racconto di

    vita di un ragazzo/a, spunti di riflessione e operativi. Il testo risulta un utile strumento da utilizzare in famiglia o nella ca-techesi, pu diventare un regalo intelligente da parte dei nonni a quanti si accostano in questi mesi ai sacramenti.

    Per i bimbi pi piccoli invece pronto Una fa-miglia a colori, libretto similcartonato tutto di disegni, con alcune brevi frasi che evidenziano i valori fondamentali della vita in famiglia: allegria, condivisione, lavoro, festa, gioia (pagine 16, euro 5,30).

    milano formato family - guida pratica alla citt (pagine 72, euro 4,90) rappresenta il saluto acco-gliente di tutta lAzione Cattolica delle diocesi della Lombardia a quanti arrivano a Milano per il VII In-contro mondiale, mostrando tutti i gioielli artisti-ci, storici, paesaggistici e culturali custoditi dalla nostra citt. La Guida presenta - con traduzioni in francese, inglese, spagnolo, tedesco, polacco - alcuni percorsi religiosi e culturali della citt, tutti pensati a misura di famiglia, segnalando ogni volta lopportunit di visite non solo per gli adulti ma anche per bambini e ragazzi. Utili le cartine e le indicazioni dei mezzi pubblici per avvicinarsi al

    Parco Nord e a Bresso per gli appuntamenti clou del Family con il Santo Padre. Potrebbe diventare un simpatico regalo da porgere alle famiglie che vengono da lontano e sono ospitate nelle nostre parrocchie e nelle nostre case per lappuntamento con Benedetto XVI.

    Sempre lAcr ha lanciato lidea della Star light, la lampada da ac-cendere nella notte della veglia, soprattutto da parte di chi non potr essere a Milano, ma vuole ugualmente dare un segno della sua par-tecipazione. LAcr spera infatti che tante luci si accendano nelle case delle diocesi della Lombardia. Ci riuscir? In Dialogo ha preparato la lanterna del Family, a tutti noi limpegno di procurarle e di diffonderle.

    Paolo Danuvola, Presidente della Cooperativa In Dialogo

    Una Chiesa "comunione" dove tutti i carismi sono

    valorizzati e insieme concorrono a edificare

    luoghi fraterni

    le proposte di In dialogo per Family 2012I

    l nostro Arcivescovo frequente-mente richiama la comunione e invita a vivere a livello ecclesiale la pluriformit nellunit. Sono espressioni sulle quali vorrei sof-

    fermarmi, sollecitata da tre diverse si-tuazioni. Una prima riguarda il modo di parlare della Chiesa sui media, che ne oscura completamente la vera natu-ra, ne riduce il significato a un livello solo umano troppo umano, fatto di lotte intestine tra correnti diverse di vescovi.. In questo sparlare di Chie-sa viene coinvolto anche il Pontefice Benedetto XVI, trattato come capo di una potente organizzazione mondiale, e non come successore di Pietro, chia-mato a confermare nella fede i fratelli. La seconda ragione linvito del no-stro Arcivescovo rivolto a tutte le asso-ciazioni e movimenti a vivere nellu-nit il proprio carisma e in particolare linvito rivolto allAC di custodire la comunione dentro la Chiesa locale. La terza ragione data dalle recenti no-mine dei vicari epi-scopali generale e delle zone, a cui guardiamo con grande attenzio-ne, sapendo che anche attraver-so la gerarchia si esprime visibil-mente la comunione ecclesiale.

    In un documento del 1992 (Communionis notio) dellallora card. J. Ratzinger, ripreso re-centemente da uno studio del Card. Ka-sper. il concetto di comunione trat-tato con puntualit. Esso sta nel cuore della consapevolezza che la Chiesa ha di s in quanto Mistero dell'unione personale di ogni uomo con la Trinit divina e con gli altri uomini, iniziata dalla fede, ed orientata alla pienezza escatologica nella Chiesa celeste. La comunione, inoltre, da intendersi nella duplice dimensione verticale (co-munione con Dio) ed orizzontale (co-munione tra gli uomini). E essenziale c o m p r e n d e r e

    Chiesa e media, il Papa a Milano e le nomine dei nuovi vicari: una riflessione di Valentina Soncini

    Per una Chiesa segno di comunioneche essa un dono, frutto dell'inizia-tiva divina compiuta nel mistero pa-squale, aperta ad ogni uomo chiamato a vivere nellappartenenza ecclesiale una nuova dimensione, definita anni fa dal Card. Martini comunit alter-nativa rispetto alla logica del mondo, perch definita dallamore, dal perdo-no, dalla fraternit. Infine la comunio-ne ecclesiale sia invisibile che visibile, due dimensioni che si integrano e si rimandano reciprocamente, tanto che tra questa comunione invisibile e la comunione visibile nella dottrina degli Apostoli, nei sacramenti e nell'ordine gerarchico, vi un intimo rapporto, e attraverso la dimensione visibile si rea-lizza il mistero.

    Sono solo cenni, ma credo utili in questo tempo di eventi importanti, per tenere lattenzione su ci che ci sta a cuore: una Chiesa che tende sempre a essere segno nella storia dellamore di

    Dio per ogni uomo; una Chiesa comunione dove tutti i

    carismi sono valorizzati e insieme concorro-

    no a edificare luoghi fraterni, inclusivi e dove gareggiare nello stimarsi a vi-cenda; infine, una Chiesa dove tramite il livello gerarchico

    e la vita sacramentale si vivono la responsa-

    bilit non come pote-re ma come servizio per il

    bene comune ecclesiale che oggi chiede cura delle relazioni, stima della fatica di ciascuno, riconoscimento dei diversi doni che lo Spirito suscita, re-sponsabilit condivisa nel far fronte ai grandi processi di trasformazione pa-storale in atto in Diocesi.

    questa la communio che vor-remmo concorrere responsabilmente a edificare dentro la nostra Chiesa, in ascolto del successore di Pietro, in-sieme al nostro Arcivescovo e ai suoi collaboratori, esprimendo al meglio la nostra tipicit di Azione Cattolica.

    Valentina Soncini

  • 4maggio

    2012

    GIOVANI E LAVORO

    Quante voci sentiamo parlare dei giovani oggi. Quante poche voci si sforzano inve-ce di parlare a loro! E chi lo fa, tante vol-te, usa la lingua della propria generazio-ne, non la loro. Si continuano a ricamare epiteti attorno a idee tanto degradanti quanto stantie che sottolineano ancora di pi la difficolt di dialogo tra due ge-nerazioni molto diverse e che hanno per-so il senso dei ruoli. difficile capire lo scopo di etichettature come bamboccio-ni, scansafatiche o sfigati, attribuite senza tanti distinguo a quella fascia della popolazione che sempre stata il vero motore di ogni popolo. E lo tuttora. vero che molti cattivi esempi di questa generazione sono sotto gli occhi di tutti. Ma siamo convinti che questi siano i so-liti alberi marci che col rumore della loro caduta sovrastano il lavoro silenzioso di tutti gli altri. Ma chi vuole veramente conoscere questa generazione farebbe meglio a cercare di ascoltare il silenzio dei giovani che ogni mattina si svegliano nellincertezza, e scelgono di affrontarla mostrando il coraggio di chi non perde tempo a lamentarsi delleredit ingiusta che gli toccata, ma mette in campo il meglio delle sue capacit per dare respiro alla societ che abita.

    Noi Giovani di Azione Cattolica ab-biamo cercato di dar voce a questi silen-zi, incontrandoli e tracciando con loro unimmagine della situazione giovanile raccontata dai giovani ai giovani.

    Abbiamo incontrato circa 1000 giovani, soprattutto fuori dallassocia-zione. Abbiamo finora processato 568 questionari presentando i primi trat-ti del nostro quadro nel convegno Li chiamavano bamboccioni: giovani e la-voro nellera della flessibilit, patroci-nato dal Comune di Milano e tenutosi il 13 aprile presso la Facolt di Scienze Politiche dellUniversit Statale. Lanali-si scientifica dei dati stata coordina-ta dal prof. Francesco Marcaletti e dal dott. Giovanni Castiglioni, del Dipar-timento di Sociologia dellUniversit Cattolica del Sacro Cuore. Il commen-to dei primi risultati stato affidato a Roberto Benaglia, segretario regionale della CISL, Emiliano Novelli, vicepre-sidente del gruppo Giovani Imprendi-tori di Assolombarda, e Cristina Tajani, assessore alle Politiche del Lavoro del Comune di Milano. Il campionamento snowball ha raggiunto principalmente giovani laureati, offrendo pertanto evi-denze statisticamente pi significative per questa fascia.

    Alcuni tratti dellessere bamboc-cioni possono intravedersi in un certo grado di selettivit espresso riguardo al lavoro, che possibilmente dovrebbe es-sere stabile, ben pagato e vicino a casa. Molti hanno dimostrando una scarsa capacit di coniugare studio e lavoro, soprattutto tra gli uomini. Ma dalla no-stra indagine emerge anche che il 36,7% degli intervistati lavorano con un con-tratto a tempo indeterminato mentre il 14,2% con uno a tempo determinato. Questo primo barlume si contrappone, almeno per il territorio ambrosiano, ai titoli catastrofisti che vedevano loccu-pazione sotto il 30%. Ma il risultato pi interessante di questo primo screening levidenza di una complessit del fe-nomeno che viene spesso trascurata dai principali media. Per cominciare, il 53,2% dei lavoratori a tempo indeter-minato sono uomini, mentre le don-ne sono in maggioranza nei contratti a progetto e nel lavoro informale. Le donne percepiscono mediamente uno stipendio inferiore, sono pi propense a forme di lavoro part time, cercano la coerenza tra gli studi fatti e il lavoro, al contrario dei colleghi maschi che inve-ce preferiscono il full time e una buona

    E vero che un giovane su tre disoccupato? E vero che i giovani italiani sono tutti bamboccioni? Ma soprattutto, quali storie e quali percorsi si nascondono nel passaggio dallo studio al lavoro dei giovani? Queste sono alcune do-mande a cui ha cercato di rispondere la ricerca promossa dal settore giovani di Azione Cattolica Ambrosiana e cura-ta dal prof. Francesco Marcaletti della Cattolica di Milano.

    - 1) non creiamo allarmismi sociali: non vero che un giovane su 3 senza lavoro; il dato corretto 5/7 giovani su 100.Il discorso sulla disoccupazione giovanile abbastanza in-flazionato, pi se ne parla pi diventa uno stereotipo. An-che senza guadare i dati della nostra ricerca gi la lettura stessa del dato ISTAT a smentire questa semplificazione: nella Provincia di Milano il tasso di disoccupazione giova-nile totale (maschi e femmine insieme) 19,7%. Tale dato per va per letto alla luce del tasso di attivit, ossia del numero di giovani che sono nel mercato del lavoro. Il tas-so di attivit nel 2011 era il 29% (quindi 29 giovani su 100 sono nel mercato del lavoro). Questo significa che il 19% del 29% ad essere disoccupato: quindi non un giovane su 3 senza lavoro, ma 5 7 giovani su 100 che cercano lavoro, gli altri fanno altre cose, non per forza sono disoc-cupati, ci sono anche gli studenti universitari.

    - 2) la domanda vera cosa fanno i giovani quan-do sono ancora studenti e cominciano per ad af-facciarsi al lavoro? Come avviene questo percorso di transizione?Sicuramente misurare la disoccupazione solo sul tasso di attivit riduttivo se si parla di fascia giovanile: essenzia-le tenere conto delle due variabili fondamentali, lo studio e il lavoro, ed analizzarne linterrelazione. Tra gli intervistati il 33% studia soltanto, 23% studia e lavora, 41% lavora sol-tanto, mentre solo il 3% non studia n lavora ( un campio-ne sicuramente selezionato, non va a toccare tutte le fasce sociali). Se per utilizziamo i 25 anni come spartiacque, se

    siamo sotto i 25 allora il 53% studia soltanto, il 27% studia e lavora, il 18% lavora soltanto e il 2% non studia n lavo-ra; sopra i 25 invece, dove il percorso di studi concluso o si avvia a conclusione, la situazione muta con il 6% che studia soltanto, il 19% che studia e lavora, il 70% che la-vora soltanto e il 4% che n studia n lavora.

    - 3)Ledonnesonosfavoritefindalprimoingressoalmondo del lavoro, ma sanno adattarsi meglioTra gli uomini che lavorano il 52,7% ha un contratto a tem-po indeterminato, per le donne questo dato molto infe-riore (21,8%), inoltre per le donne sono pi numerosi i con-tratti in COCOPRO (17,8%) e il lavoro informale (17%). Gli uomini che lavorano con contratto a tempo indeterminato nella fascia sotto i 25 anni sono il 29,1%, contro il 5,4% delle donne. Nella fascia sopra i 25 anni invece, il 27,6% degli uomini dichiara un reddito superiore ai 1500 euro, contro il 7% delle donne. Tra il totale delle donne, il 29,3% dichiara di guadagnare meno di 500 euro. Sono differen-ze di genere molto significative, soprattutto considerando che si tratta di giovani che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro. In generale dalla ricerca emerge che le ragazze sono pi adattabili alla flessibilit del lavoro, pi disponibili alle esperienze lavorative, riescono a conciliare meglio studio e lavoro, daltra parte sono pi penalizzate dal punto di vista della stabilit e formalit e di conseguen-za anche dal punto di vista del reddito.Questi dati di differenza di genere sono curiose in quan-to si tratta di un campione di persone appena uscite dal sistema scolastico che si affacciano per la prima volta al mondo del lavoro: le differenze sono maggiormente pre-vedibili nella fascia dai 30 ai 40 dove le donne pi frequen-temente diventano mamme. Da che cosa deriva questa diversa socializzazione del lavoro tra i generi?

    - 4) la forza dei legami familiari nel trovare lavoro e la soddisfazione dal lavoro non per forza legata alla coe-renza dello stesso con il percorso di studi

    Emerge netta dalle interviste limportanza della rete fami-gliare nella ricerca efficace del lavoro: il 23,2% degli in-tervistati dichiara di aver trovato lavoro tramite genitori, amici, parenti. Il 19,5% proponendosi autonomamente al datore di lavoro, il 15,6% ha ricevuto unofferta, l11,3% attraverso un concorso. Secondo i dati emersi la maggiore soddisfazione dal lavoro per i lavoratori subordinati, e i punteggi di soddisfazione sono nettamente pi alti rispetto a quelli di coerenza. Tale dato molto diverso tra i ge-neri: gli uomini sono in generale pi soddisfatti, le donne svolgono in generale attivit pi coerenti con il percorso di studi effettuato.

    - 5) li chiamavano bamboccioni: forse, per alcuni versi, non hanno tutti i tortiSul tema dei bamboccioni la domanda resta aperta: i giovani non sono tutti disoccupati come qualcuno vuole farci credere e neanche disperati Coloro che lavorano esprimono anche un buon grado di soddisfazione per il lavoro svolto. Dalla ricerca emerge che l80% degli intervi-stati vive ancora in famiglia, con una bassa partecipazione alle attivit domestiche e con un grande grado di libert (avere momenti di intimit con il partner o ospitare amici per la notte per esempio). In pi, alla domanda che cosa saresti disposto a fare pur di lavorare, le risposte sono molto esigenti: gli intervistati sono molto selettivi rispetto alla scelta del lavoro: solo per le donne il part time supera il voto 7 su 10 ed bassa la predisposizione a lavorare di sera, notte o nel fine settimana. Quindi si guarda al lavoro in questa classe det con apprensione (alimentata anche dalla stampa) ma i giovani rimangono selettivi, cercano lavoro a determinate condizioni. Un altro esempio la di-screpanza tra i dati dichiarati sulla disponibilit ad essere pendolari per lavoro e la realt dei fatti dove chi lavora lo fa per il 55% dei casi a 15-30 minuti da casa.

    Per richiedere i dati completi scrivere a [email protected]

    retribuzione anche a costo di una mi-nore coerenza con gli studi. Non solo quindi differenze di trattamento, ma anche di approccio e di modalit di socializzazione al lavoro, fattori diffi-cilmente riconducibili alla formazione scolastica. Forse tempo di riconoscere un ruolo primario agli istituti educativi de facto, come associazioni, movi-menti, luoghi dincontro informali, siano essi reali o virtuali, e a retaggi culturali in qualche modo legati a una cultura dei ruoli ereditata.

    Il primo risultato che vogliamo con-dividere metodologico: smettiamo di cercare una singola cifra di merito della condizione giovanile e proviamo a guardare il quadro dinsieme. I giova-ni sognano serenit e la possibilit di esprimersi al meglio delle loro capaci-t e aspettative. Questo sogno non si pu ridurre a una percentuale sulloc-cupazione o a catastrofismi mediatici. I problemi sono complessi e richiedono unanalisi comprensiva e approfondita da parte di tutti coloro che hanno vera-mente a cuore il futuro dellItalia

    Antonio Filieri vicepresidente e respon-sabile del settore giovani

    risultati della ricerca curata dal prof. Francesco marcaletti

    Giovani e Lavoro nell'era della flessibilit: presentati i dati della ricerca del settore giovani

    Li chiamavano bamboccioniSegue dalla prima

  • LAVORO ED ECONOMIA 5maggio

    2012

    la ricerca presentata da Azio-ne Cattolica coraggiosa e utile, in quanto si propone di presentare uno sguardo sulla condizione del lavoro

    tra i giovani lontano dagli stereotipi. La mancanza di lavoro e la precariet sono fattori ben presenti nella condizione giovanile oggi, ma non sono unici n rappresentano adeguatamente una re-alt ben pi articolata. Cos spiega Roberto Benaglia, segretario regionale della CISL Lombarda. Infatti il 13 apri-le scorso, presso lUniversit Statale di Milano, cera anche lui a commentare i dati della ricerca presentata dal settore giovani dellAzione Cattolica, insieme con lassessore del Comune di Milano Tajani e allimprenditore Emiliano No-velli di Assolombarda. Da sindacalista la ricerca mi stimola a credere che per dare risposte ai giovani non serve n promettere una condizione lavorativa non pi aderente alla econo-mia flessibile che ormai una costante del nostro presente, n proporsi di dare a tutti i gio-vani gli stessi stru-menti o le stesse risposte. La realt variegata che ci viene raccontata richiede piuttosto una elaborazione pi raffinata: i giova-ni hanno bisogno di tutele nuove e di servizi che il welfare impostato anco-ra in chiave fordista (sono protetto se lavoro a tempo pieno e a tempo inde-terminato) non ha ancora imparato a dare. Roberto Benaglia sottolinea poi quattro importanti punti riguardo a giovani e lavoro: Per prima cosa la rete familiare che governa le opportunit di ingresso nel mercato del lavoro non una leva da sopprimere ma consegna troppi giovani alla lotteria della pro-

    pria condizione familiare nello spende-re i propri talenti; un modo nuovo e pi europeo di incontro tra scuola e lavoro e di contatto tra domanda e offerta ur-gente. In secondo luogo il basso reddi-to dei lavoratori giovani chiede risposte nuove di sostegno: partirei dal garanti-re, pi diffusamente di quanto la rifor-ma del lavoro in discussione compie, un sostegno tra un periodo di lavoro e l'altro di lavoro e a forme di protezione integrativa (voucher per elevare la pro-pria formazione e per forme di welfare integrativo come veri e propri men dal quale il giovane sceglie il sostegno pi utile) . Un welfare per chi lavora in modo flessibile urgente. In terzo luo-go la condizione delle giovani lavoratri-ci appare particolarmente fragile sia nel reddito che nelle opportunit. Probabil-mente ci condizionato dalla maggio-re presenza di questa fascia nel terziario e in professioni non tecniche, fattori di

    debolezza nel mercato del lavoro. Servono correttivi e politiche

    che rafforzino le opportu-nit. Sono forse pi le

    ragazze che i ragazzi ad avere bisogno di un apprendistato quale canale di in-gresso al lavoro. Da ultimo se vero che la ricerca attenua il

    dato spesso gridato sui giornali sulla disoc-

    cupazione reale, i troppi giovani che n studiano n

    lavorano e coloro che faticano a trovare una collocazione professiona-le adeguata sono vittime di un sistema scolastico ancora troppo distante dalle reali esigenze del mondo del lavoro. Ai giovani italiani manca una reale alter-nanza scuola-lavoro e la coerenza tra titolo di studio e lavoro, per evitare di essere condannati a bassi salari e ad un ruolo debole nel mercato del lavoro."

    Martino Incarbone

    Si discute molto in questi giorni di riforma del lavoro e del si-stema pensionistico, ma che cosa cambier concretamente? A partire da questo numero, Indialogo vuole fornire ai suoi let-tori un piccolo glossario, senza alcuna pretesa di esaustivit, che aiuti a mettere a fuoco il significato dei termini di cui si sente tanto parlare, e i principali cambiamenti che verranno introdotti.

    esodati: lavoratori che hanno perso il posto del lavoro a se-guito di una ristrutturazione aziendale, di un accordo sindaca-le o di un accordo economico con il datore di lavoro, contan-do di poter accedere in breve tempo al sistema pensionistico. Cos per non stato, a causa della riforma del sistema che ha introdotto l'innalzamento dell'et e il cambiamento dei re-quisiti per accedere al trattamento pensionistico. Si tratta di una fascia sociale particolarmente debole poich, trovandosi in et gi adulta, risente maggiormente delle difficolt a rein-serirsi nel mercato del lavoro, oltre a dover fare i conti con obblighi ed oneri economici derivanti dalle spese famigliari, come ad esempio il mutuo o le spese di mantenimento dei figli. La riforma Fornero prevede la costituzione di un fondo di solidariet coperto dalle aziende per il finanziamento parziale del sostegno al reddito di questi lavoratori. Si prevede cio che parte dell'aliquota "risparmiata" sull'indennit di mobilit (che gradualmente sparir) possa essere destinata al fondo.

    Flessibilit: concetto in base al quale un lavoratore non rima-ne impiegato presso il medesimo posto di lavoro (il cosiddet-to posto fisso), bens muta pi volte nell'arco della propria vita lavorativa. Nell'ottica iniziale, la flessibilit voleva portare a un costante miglioramento delle conoscenze e delle compe-tenze del lavoratore, che si sarebbero dunque trasformate in un arricchimento per l'intero sistema produttivo. Il concetto di flessibilit degenera per nel concetto di precariato qualora il lavoratore venga sottoposto, contro la sua volont, a instabi-lit del rapporto di lavoro e mancanza di un reddito adeguato. A questo problema sono legati i concetti di flessibilit in uscita e in entrata. Gli imprenditori lamentano di non poter variare il numero dei dipendenti a seconda delle esigenze lavorative, perch impossibilitati a licenziare coloro che sono stati assunti a tempo indeterminato. Di conseguenza, si ricorre al preca-riato giovanile con contratti a termine per avere manodopera quando serve, e diminuirla quando c' crisi.

    ammortizzatori sociali: misure a cui ricorrono le aziende in difficolt che hanno esigenze di ridimensionamento, al fine di sostenere il reddito delle persone che verranno lasciate senza lavoro. I principali ammortizzatori, ad oggi (quindi prima della riforma Fornero), sono la mobilit, la cassa integrazione, l'in-dennit ordinaria di disoccupazione e il pre-pensionamento. La riforma Fornero introduce un nuovo tipo di ammortizzatore sociale, l'Aspi (Assicurazione Sociale per l'Impiego), che an-dr a sostituire i vecchi ammortizzatori. L'Aspi infatti partir subito dopo l'entrata in vigore della riforma, ma entrer a pie-no regime solamente dal 2017. Fino ad allora, funzioneranno ancora la cassa integrazione e la mobilit. Le risorse stanziate finora per l'Aspi ammontano a 1,8 miliardi di euro, ma esso sar finanziato anche da un aumento dell'1,4% dei contributi sui contratti a termine (esclusi stagionali, apprendisti e precari della P.a.) a partire dal 2013. Annalisa Perteghella

    Non serve promettere una

    condizione lavora-tiva non pi aderente

    all'economia flessibile che ormai una co-

    stante del nostro presente

    le parole della riforma

    Giovani e lavoro, parla Roberto Benaglia di Cisl Lombardia

    Quattro idee per giovani e lavoro

  • 6maggio

    2012

    ATTUALIT

    roba del comune, roba di nessuno Il proverbio esprime lo scarso civismo degli Italiani, le cui radici rimontano almeno al Franza o Spagna purch se magna dellepoca delle dominazioni straniere (XVI sec), che indusse il Guicciardini a deplorare lesclusivo attac-camento dellitaliano medio per il proprio particulare.Naturalmente il proverbio dice il falso, ma stimola chiunque sia abbastanza abile, furbo, o svelto ad ap-propriarsi senza problemi di quella roba.Il sociologo Banfield parla di familismo amorale, per-ch la famiglia lorizzonte in cui viene inquadrato quel particulare, e bene e male non discendono da principi etici, ma coincidono col bene e il male della fa-miglia. A questo scopo, il familista pronto a infrange-re la legge, ogni volta che sia ragionevolmente sicuro di farla franca. Se riesce a conquistare un frammento di potere - fosse anche solo uno sportello - tender a usarlo non al servizio della comunit, ma per procurar-si vantaggi, di regola illeciti.

    Ebbene, la Questione morale - prima ancora che la ponesse Berlinguer nel 1981 - nasce qui. Sorge, allora, una domanda: siamo cattolici da sempre, accogliamo il centro della Cristianit. Com, allora, che siamo una delle nazioni pi corrotte, 69 posto nella scala dellone-st? Siamo certi, noi credenti, di aver fatto tutto il nostro dovere di annuncio e testimonianza? Antonio Contursi

    Cosa sta succedendo in Regione Lombardia? Tra indagini della ma-gistratura e rese dei conti interne ai partiti, il consiglio regionale, ma anche la stessa giunta, continuano a perdere pezzi. Abbiamo provato a fotografare l'attuale situazione, e il risultato che si desume dalla cronaca assai problematico: consiglieri e assessori indagati e costretti a dare le dimissioni, ma anche consiglieri indagati che rimangono al proprio posto.

    Come giornale cattolico e profondamente at-tento alla realt territoriale nella quale inserito, Indialogo vuole stimolare una riflessione su che cosa significhi, per un cattolico, essere impegnato in politica, soprattutto alla luce dei recenti avve-nimenti che rischiano di mettere ulteriormente in crisi il gi precario rapporto tra cittadino e isti-tuzioni. Siamo infatti profondamente convinti che grande sia il contributo che un cattolico, at-traverso la propria testimonianza di fede e di vita, possa dare all' arte di governare la societ. Aven-do presente anche le scadenze elettorali delle ele-zioni amministrative che interesseranno alcuni importanti comuni della nostra Diocesi (Monza per esempio), vogliamo dunque riproporre un antico appello: A tutti gli uomini liberi e forti, che in questa grave ora sentono alto il dovere di cooperare ai fini supremi della patria, senza pre-giudizi n preconcetti, facciamo appello perch uniti insieme propugnino nella loro interezza gli ideali di giustizia e di libert. Era il 1919, era sta-to da poco abrogato il non expedit, ma soprattut-to l'Italia usciva dalla Grande Guerra in condizio-

    ni economiche, politiche e sociali estremamente disastrose. Era in quella grave ora, dunque, che si rendeva pi necessario lo sforzo congiunto di tutti gli uomini liberi e forti affinch lo spettro del fascismo non si tramutasse in presenza con-creta, affinch i principi dell'internazionalismo wilsoniano venissero recepiti, ma soprattutto affinch la nostra Italia potesse avere un mi-gliore avvenire. A distanza di novantatr anni, il nostro Paese si trova ad affrontare un altro mo-mento di estrema difficolt, una grave ora con-traddistinta da una profonda crisi economica, da una preoccupante instabilit politica, ma soprat-tutto da una cupa incertezza sul piano sociale. in questa grave ora, dunque, che si rende neces-saria la presenza di nuovi uomini liberi e forti che, con fervore di entusiasmi e con fermezza di illuminati propositi, sappiano assumere su di s l'onere, ma anche l'onore, di guidare il Paese in questo momento di grande difficolt, di tra-ghettarlo fuori dalle tenebre della crisi verso un nuovo migliore avvenire.

    Quale contributo possono dunque assicurare oggi, in questa particolare e delicata congiuntura storica, i cattolici in politica? Quale contributo a quella tutela del bene comune che noi citta-dini deleghiamo loro? Vogliamo dare spazio, in questa pagina, alle riflessioni di tre consiglieri regionali circa l'attuale situazione lombarda, sol-lecitando tutti a una rinnovata responsabilit, so-prattutto coloro che sono gi chiamati al rinnovo dei consigli comunali (votanti e candidati).

    Annalisa Perteghella

    La parola a tre consiglieri regionali di area cattolica che militano in partiti politici diversi

    Regione Lombardia: una questione morale?

    Non facile capire che cosa stia accadendo in Regione Lombardia. Meno ancora che cosa potr accadere nei pros-simi mesi. Una cosa mi pare certa: l'ammini-strazione guidata da Roberto Formigoni ne-gli ultimi 17 anni non mai stata cos fragile e in difficolt. Sono l a testimoniarlo gli av-

    vicendamenti tra gli assessori e la continue frizioni tra una Lega in grande affanno e un Pdl alla ricerca di motivi che portino oltre le tentazioni di smembra-mento. Le stesse minoranze, Pd compreso, subiscono le conseguenze di questa situazione e, al di l della ormai necessaria richiesta di tornare al pi presto alle urne, faticano a trovare idee convincenti per andare oltre la stagione formigoniana.Una situazione di stallo, dunque, che rischia di creare ulteriore distacco tra le istituzioni regionali e i citta-dini. Questa mi pare la prima emergenza a cui ten-tare di porre rimedio. Difficilmente questa legislatura arriver al suo termine naturale previsto per il 2015. Il tempo (non sappiamo ancora quanto) che ci sepa-ra dalle prossime elezioni non deve essere sprecato: necessario dare ai cittadini lombardi buone ragioni perch possano ancora fidarsi della regione e non si facciano tentare dall'anti-politica o dall'indifferenza. Come consigliere regionale auspico allora che ci si possa impegnare a offrire dei segnali concreti ai cit-tadini, da una nuova legge elettorale a qualche passo pratico verso un reale federalismo (attento ai comuni e alle loro esigenze) a qualche segnale sui costi della sanit.

    Fab

    Io p

    Izz

    Ul,

    Co

    nS

    IglI

    er

    e r

    eg

    Ion

    ale

    pd

    In questo momento di crisi morale e politica che sta colpendo la Re-gione Lombardia noi chiediamo al presidente Formigoni di azzerare la Giunta e ripartire con un Governo di salute pub-blica attingendo dalle eccellenze della societ civile lombarda; non sufficiente limpegno al dibattito pubblico sulla

    corruzione perch la situazione ormai palesemente insostenibile. Formigoni deve andare oltre portando avanti con coraggio una nuova prospettiva di governo e deve ricercare in aula il sostegno delle forze politiche pi responsabili perch lalternativa lingo-vernabilit, la sterile contrapposizione di una eventua-le campagna elettorale e linerzia rispetto a problemi concreti che vanno affrontati con determinazione e compattezza.Per un futuro immediato vediamo questa prospettiva tecnica perch le elezioni sarebbero peggio ma a lun-go termine i partiti devono rivedere i propri assetti se vogliono affrontare una campagna elettorale basata su sobriet e meritocrazia, punti di forza del governo Monti. In campagna elettorale avevamo gi deciso di correre autonomamente perch avevamo valutato che una maggioranza a trazione leghista e un modello di governo ormai ventennale non poteva pi avere spin-ta propulsiva e innovativa, purtroppo i fatti ci stanno dando ragione.Occorre un cambio di passo radicale perch le riforme che dobbiamo affrontare sono sostanziali, come quella della sanit e dei servizi sociali che vanno ottimizzati perch attualmente gravano in maniera pesante sulle famiglie lombarde.e

    nr

    ICo

    ma

    rC

    or

    a, C

    on

    SIg

    lIe

    re

    re

    gIo

    na

    le U

    dC Premessa: fare oggi

    politica assai diffici-le! La gente ti consi-dera il pi delle volte un pericolo o un qual-cosa di indecifrabile

    o ingiudicabile (il pi prevale il giudizio negativo massimali-sta ahim!). Se poi sei anche cattolico, praticante ci tengo a sottolineare, non si capisce come tu pos-

    sa esser "puro e testimone di fede" in un mondo cos corrotto! A me piace fare la politica e credo ancora che sia possibile farla in modo serio com-petente e pensando alla gente. Per me realmente una forma di "carit", un modo di testimoniare la fede in cui credo nel mondo, portando in modo concreto i miei valori: in tal senso gi quando ero Assessore ai servizi sociali a Monza e ora in Re-gione mi sono battuto per aiutare le mamme che volevano abortire per motivi economici promuo-vendo un fondo in tal senso a loro favore, nonch aiuti per i carcerati (altra mia grande passione) nonch atti a favore delle famiglie numerose. Io credo inoltre che ad oggi il partito a cui appratengo nonostante tutto sia quello che ad oggi ti consenta in modo pi libero di testimoniare tali valori e di portarli avanti senza se e senza ma. Voglio per rivolgere a tutti un appello: aiutate i vostri politi-ci, soprattutto quelli cattolici in questo momento affinch possano trovare una sintesi ci dialogo che vada oltre ai partiti stessi per cercare di essere te-stimoni di quanto ci accaduto: spesso ci criticate ma proposte o aiuti non ci arrivano. Non lasciateci soli, la politica utile: fidatevi!

    Ste

    Fan

    o C

    ar

    Ug

    o, C

    on

    SIg

    lIe

    re

    re

    gIo

    na

    le p

    dl

  • 7maggio

    2012

    uNO SGuARDO ALL'ESTERNO

    la Libia tornata sotto i ri-flettori in questo periodo, non solo per la puntata spe-ciale dedicata alla difficile si-tuazione del paese da parte di Presa Diretta, programma di infor-mazione della RAI, ma soprattutto per la campagna Diritto di scelta, una petizione lanciata dal progetto Melting Pot che chiede limmediato rilascio di un titolo di soggiorno temporaneo per i profughi arrivati dalla Libia ospita-ti allinterno del piano di accoglienza affidato dal governo alla Protezione Civile. Infatti, le varie commissioni ter-ritoriali stanno vagliando le domande dasilo richieste dai profughi e ne stan-no bocciando la maggior parte. A Giu-gno dovrebbero concludersi le audizio-ni della Commissione Territoriale di Milano a cui fanno riferimento le per-sone accolte in Lombardia - conferma Luca Bettinelli, responsabile Area Stra-nieri della Caritas Ambrosiana - Le sti-me sugli esiti dellaudizione parlano di circa un 60-70% di rigetti, anche se non sono in grado di confermare queste sti-me perch non sono in possesso di dati ufficiali a livello nazionale. Posso esse-re pi preciso invece per le persone ac-colte da Caritas Ambrosiana: delle 143 persone attualmente gi ascoltate dalla Commissione, il 4,2% si visto ricono-scere lo status di rifugiato, il 12,6% titolare di una protezione sussidiaria, il

    28% titolare di protezione umanita-ria e il 38,5% si invece vista negare la protezione (dati al 31 marzo 2012). I restanti sono in attesa della decisione da parte della questura.

    Quante sono le persone presenti in Lombardia?

    Secondo i dati ufficiali diffusi dal Dipartimento di Protezione Civile le persone accolte in Lombardia sono 2.920, a fronte di circa 21.234 persone arrivate in tutta Italia. Come Caritas Ambrosiana stiamo accogliendo 237 persone, mentre sono 717 quelle ospi-tate dalla Caritas regionali.

    Di che nazionalit sono le persone che richiedono lasilo?

    Delle 700 persone accolte in Lom-bardia dalle Caritas diocesane solo 3 sono di nazionalit libica. In mag-gioranza sono persone provenienti da vari paesi dellAfrica Sub-sahariana ai quali si aggiungono alcune persone di origine asiatica. Alcuni di loro avevano gi in progetto di raggiungere un pae-se UE, non necessariamente lItalia, e hanno approfittato del venir meno dei pattugliamenti delle coste da parte delle autorit libiche. Altri, la maggior parte in verit, vivevano e lavoravano in Libia, magari anche da anni, e sono

    stati costretti ad imbarcarsi sulle car-rette del mare dai soldati dellesercito di Gheddafi quale mezzo di ritorsione contro i bombardamenti Nato oppu-re perch considerati mercenari dagli insorti.

    Queste persone cosa troverebbero tornando in Libia?

    Molte delle persone da noi accol-te tra coloro che sono stati costretti a lasciare la Libia, hanno manifestato la volont di farvi rientro anche per-ch hanno lasciato un lavoro ed altri interessi, anche di natura economica. Diverso il caso di coloro che si tro-vavano in Libia solo come paese di transito: costoro non hanno ancora intenzione di farvi ritorno. C un con-creto rischio per queste persone se do-vessero tornare in Libia. Attualmente infatti il Paese non pacificato e c un rischio concreto che queste persone mettano in pericolo la propria vita. A ci si aggiungono le difficolt burocra-tiche in quanto non erano in possesso di un titolo giuridico che legittimasse il loro soggiorno in Libia, quindi a livello formale occorrerebbe far otte-nere loro un regolare visto dingresso rilasciato dallattuale governo. Alla luce di questo impossibile accogliere listanza manifestata da molti di un ri-torno in Libia.

    Donata Sala

    Con la morte del papa copto She-nouda III si chiude una pagina importante della storia recen-te della Chiesa dEgitto. Il patriarca, da tempo ammalato di insufficienza epa-tica e tumore ai polmoni, si spento all'et di 88 anni sabato 17 marzo, dopo oltre 40 anni alla guida della Chiesa copta. Nato nel 1923, Nazeera Gayed si laure in storia allUniversit del Cairo nel 1949. Dopo aver insegnato studi ne-otestamentari, divenne monaco con il nome di Antonio il Siriano e dal 1954 si ritir a vivere da eremita in una grot-ta per 6 anni, finch lallora papa Cirillo VI lo nomin vescovo per leducazione cristiana: assunse quindi il nome di She-nouda, santo egiziano del IV secolo. Lo stesso Cirillo lo propose come suo suc-cessore e il 14 novembre 1971 Shenouda III divenne il 117esimo patriarca della sede episcopale dellevangelista Marco.

    Alla guida della Chiesa pi nume-rosa del Medioriente i copti formano

    circa il 10% degli 80 milioni di egiziani Shenouda III ha attraversato una fase di trasformazioni e tensioni con il mon-do islamico. Il patriarca ha spinto allap-profondimento della fede, scrivendo lui stesso pi di 100 libri e rinsaldando i le-gami con i copti nel mondo. Shenouda ha inoltre aperto allecumenismo, impe-gnandosi per lunit dei cristiani: nel suo messaggio di cordoglio papa Benedetto XVI ha ricordato la sua memorabile vi-sita a Paolo VI e la loro firma il 10 mag-gio 1973 a Roma della Dichiarazione comune di fede nellIncarnazione del Figlio di Dio e il suo incontro al Cairo con Giovanni Paolo II nel Giubileo del 2000.

    Forti furono le tensioni tra Shenouda III e l'allora presidente egiziano Anwar-al-Sadat: accusato da Shenouda di im-mobilismo nei confronti dei musulmani estremisti, nel 1981 Sadat lo fece rinchiu-dere in un monastero nel deserto, dove rimase fino al 1985, liberato dal nuovo

    presidente Hosni Mubarak. I rapporti tra i due furono di reciproco appoggio, ma controversi: Mubarak mantenne un atteggiamento ambiguo e le richieste del papa di maggiori diritti per la sua mino-ranza caddero; non mancarono attentati contro i copti, soprattutto dal 2000 in avanti. La costante linea del patriarca fu per la moderazione, con cui cercava di ricucire ogni divisione sottolineando la comune nazionalit egiziana tra cristiani e musulmani.

    Messaggi di cordoglio da tutto il mondo e la commozione dei copti han-no accompagnato la sepoltura di She-nouda III. Nel giro di 3 mesi sar eletto il suo successore, che avr un compito non facile: guidare una comunit esasperata che chiede leggi giuste in un Paese dove i partiti islamici, integralisti compresi, sono fortissimi e i militari non si fanno ancora da parte.

    Paolo Bovio

    Facciamo il punto della situazione con Luca Bettinelli della Caritas ambrosiana

    Profughi libici: a che punto siamo?

    Da tempo malato, si spento all'et di 88 anni l'uomo che da oltre 40 anni guidava la Chiesa copta

    Si spento il papa copto Shenouda III

  • 8maggio

    2012

    ASSOCIAzIONE

    e passato pi di un anno dal 13 febbraio 2011, quando lassemblea diocesana di AC ha approvato il documento finale con cui consegnava allassociazione le linee di azione per questo triennio. In uno degli ultimi paragrafi del documento si parla anche di comunicazione come di un impre-scindibile ambito di cura, che necessita attenzione, investimenti e una giusta orchestrazione dei diversi strumenti a disposizione.

    A che punto siamo in questo can-tiere? In breve questanno abbiamo raf-forzato la gi stretta collaborazione tra Azione Cattolica e strumenti di comu-nicazione diocesani che con costante dedizione prestano attenzione alla vita della nostra associazione. In secondo luogo, stanno arrivando alla redazione del sito, molte notizie di incontri orga-nizzati dalle associazioni parrocchiali sul territorio: ma si pu fare di pi! Fa-teci sapere che cosa fate! In terzo luogo si modificata la redazione di In Dialo-go. Oltre al passaggio di testimone alla direzione da Maria Teresa Antognazza alla coppia Gianni Borsa e Annalisa Per-teghella, abbiamo visto nuovi ingressi in redazione: hanno iniziato a collabo-rare giovani studenti con la passione per il giornalismo, che iniziano con questa palestra ad allenarsi per il proprio fu-turo. Sono tanti i soci che hanno colla-

    borato con la redazione del giornale e ora lavorano a tempo pieno nel mondo della comunicazione e del giornalismo.

    Unaltra novit la vedete gi da que-sto numero: partono alcune nuove ru-briche (oltre al tema migranti e famiglia che sono gi attive) che diventeranno un appuntamento fisso e i cui contenuti saranno ripresi anche sul web.

    La prima rubrica sar dedicata alla Parola di Dio: in Avvento e Quaresima sul sito dellassociazione viene pubbli-cato il commento al Vangelo del giorno a cura del settore giovani. Questa rubri-

    ca sar complementare a quanto avvie-ne gi sul sito: una introduzione ed una lettura biblica della Parola di Dio dei mesi successivi alluscita di In Dialogo. A guidarci in questo viaggio (come ha gi fatto nel pellegrinaggio unitario in Terra Santa due anni fa), sar Don Isac-co Pagani, sacerdote ambrosiano ora re-sidente a Roma, dove frequenta il Ponti-ficio Istituto Biblico.

    La seconda rubrica, in collaborazio-ne con la Cooperativa In Dialogo, ci presenter le storie che stanno dietro ai libri: molto spesso la tematica cultura-

    le affrontata in un libro si intreccia in maniera straordinaria con la vita degli autori. In questo numero iniziamo a co-noscere Rosangela Car, socia di AC di Gallarate, che ha recentemente pubbli-cato con In Dialogo il libro La Bacchetta Magica.

    Una terza rubrica sar uno spazio dedicato ai giovani. Molti sono i temi che riempiono le pagine dei quotidia-ni su questo tema: dai bamboccioni alla fuga di cervelli, dallerasmus agli stagisti, dai fuoricorso alla disoccu-pazione. Vogliamo andare a fondo su questo tema, per capire, aiutati da dati e da storie, quale sia la realt prima di fare proposte per modificarla. Dedicare questo spazio un dovere per lAzione Cattolica: in Italia, possiamo dirlo chia-ro, ci sono ambienti che sono nemici dei giovani come la ricerca universitaria, linsegnamento, le professioni, la poli-tica, ecc; la comunit ecclesiale in ge-nerale e lAzione Cattolica in particolare sono invece a mio giudizio tra le realt pi amiche dei giovani: ne favorisco-no il protagonismo, la formazione, la crescita, lassunzione di responsabilit senza avere preconcetti riguardo allet anagrafica.

    Questo solo linizio perch sicu-ramente questanno nasceranno altre rubriche. Per ora buona lettura e fateci sapere che cosa ne pensate!

    [email protected]

    l e recente Beatificazione di Giuseppe Toniolo, avvenuta il 29 aprile, ci d loccasione di riflettere sulla figura di questo be-ato che riveste unimportanza fon-damentale per il mondo cattolico.

    Originario di Treviso (7.3.1845 7.10.1918), Giuseppe Toniolo stato un insigne economista che per primo ha coniugato la fede con la politica sociale. Il tempo in cui visse fu socialmente travagliato: in quel periodo di prima industrializzazio-ne, infatti, furono soprattutto la mi-seria e la povert ad accompagnare il cammino dellItalia.

    Giuseppe Toniolo elabor una propria teoria che prevedeva il pre-valere delletica e dello spirito cri-stiano sulle dure leggi dellecono-mia.

    Propose una soluzione del pro-blema sociale che rifiutava sia lin-dividualismo del sistema capitalista

    che il collettivismo esasperato pro-pugnato dal socialismo, attraverso la creazione di corporazioni. Avan-z numerose proposte di azione quali il riposo festivo, la limitazio-ne delle ore lavorative, la tutela del lavoro delle donne e dei bambini. Fu il primo ideatore di un sindacali-smo cattolico e di una forza politica cristiana.

    La sua politica fu sempre osse-quiosa verso lautorit ecclesiastica. Fond lUnione Cattolica di Studi Sociali, si occup di riorganizza-re lAzione Cattolica, fu ispiratore della Prima Settimana Sociale dei Cattolici Italiani e fu tra i fondatori della Fuci.

    La seriet della sua ricerca scien-tifica e lelevatezza della sua testi-monianza cristiana si concretizza-rono nel pensiero secondo il quale letica un fattore intrinseco delle leggi economiche. Leconomia deve

    servire il bene complessivo delluo-mo; non deve essere indirizzata so-lamente al benessere materiale. Lu-niverso umano costituito anche da altri fattori quali la fede, la famiglia, la societ, la cultura e il desiderio instancabile di costruire.

    Leconomia deve quindi avere come fine luomo nel suo insieme e ricercare una giustizia sociale. Da qui la scelta del titolo LUomo come Fine per il recente convegno tenutosi presso lUniversit Catto-lica il 21-22-23 marzo scorso, con l illuminata presenza in apertura del Cardinale Tettamanzi e di tanti illustri studiosi, che hanno analiz-zato diversi aspetti della vita e delle opere del Beato Giuseppe Toniolo. Considerata la sua attualit, calza a pennello per lui il famoso detto: proprio dei santi essere contempo-ranei ad ogni generazione.

    Vittorio Castoldi

    Da questo numero tre nuove rubriche per coniugare giornale cartaceo e sito web

    Progetto comunicazione: soci, fatevi sentire!

    Riflettiamo sulla figura di questo beato che fu tra i padri della nostra associazione

    Giuseppe Toniolo, modello di santit laicale

  • 9maggio

    2012

    LA PAROLA AI GIOVANI

    Questo il titolo dell'interessante rapporto voluto dal Forum Nazionale dei Giovani e dal Comitato Nazionale dell'Economia e del Lavoro

    URG: Urge Ricambio Generazionale

    Scrive Marta Simoni nellin-troduzione: I genitori italiani sono tra i pi ge-nerosi dEuropa quando necessario dare un aiuto

    ai propri figli; nel momento in cui sono chiamati a pensare ai giovani in quanto tali (e quindi anche ai figli de-gli altri) diventano egoisti. In pratica ci troviamo di fronte a una vera e pro-pria legge del contrappasso: ci che i genitori tolgono ai propri figli nella vita pubblica, restituito (e con inte-ressi molto alti) allinterno dei nuclei famigliari.

    Leggendo questa frase viene subito alla mente da una parte il costo della retta di un asilo nido e la difficolt ad entrare nelle graduatorie e dallaltra la necessit per una giovane famiglia di rivolgersi ai nonni (quando sono in forma e vicini come residenza) per la cura dei figli piccoli: lo stato paga le pensioni degli anziani, ma non inve-ste con altrettanta convinzione nella crescita dei bambini. Forse conviene fermare limmaginazione e linter-pretazione perch invece sono dati, tabelle, grafici, risultati di ricerche e studi approfonditi a caratterizzare lo stile di URG! Urge ricambio genera-zionale, volume di 277 pagine edito da Rubettino voluto e sostenuto dal Forum Nazionale dei Giovani. Sicura-mente questo stile analitico potrebbe scoraggiare molti lettori, ma invece in

    questo caso lunico modo per poter scrivere cose sensate: possiamo trova-re in libreria e sui giornali molte affer-mazioni e giudizi circa la condizione giovanile in Italia. Se non si parte dai dati per difficile farsi unidea di una realt cos variegata e complessa sen-za cadere nello stereotipo e nel pre-giudizio. La curatrice della ricerca Marta Simoni, ricercatrice delle ACLI, che nellintroduzione spiega come il nesso tra mobilit sociale e questione giovanile va affrontato in modo det-tagliato e documentato. []

    Il rapporto rappresenta un tentati-vo (ben riuscito!, ndr) di raccogliere in modo sistematico tutta una serie di informazioni sulla presenza dei gio-vani nelle rappresentanze istituziona-li e in alcuni settori chiave della cultu-ra e del mondo del lavoro. I rapporti intergenerazionali stanno assumendo contorni tali da non poter essere pi ignorati: se i risvolti di questi processi profondi di trasformazione demogra-fica e sociale non vengono valutati per tempo diventeranno sempre pi insostenibili e, di conseguenza, an-che pi difficili da risolvere e da af-frontare. Lottica del rapporto non generalista: i primi due capitoli del libro sono per cos dire introduttivi e dedicati ai numeri della questione generazionale e ai recenti mutamenti del mercato del lavoro. Nei capitoli successivi si affrontano con coraggio

    alcuni degli ambiti pi bloccati dal punto di vista generazionale nel no-stro paese: la politica prima di tutto, ma anche luniversit, il mondo del giornalismo, la professione di medi-co, avvocato e notaio.

    Questottica permette di capire come alcuni degli ambiti pi elitari, e quindi anche con maggior potere decisionale / di influenza per lagenda politica, siano particolarmente sbilan-ciati verso lalto dal punto di vista ge-nerazionale. Un dato per tutti: Secon-do gli archivi della banca dati Whos

    who (il database dei top manager pubblici e privati), il sistema di potere italiano invecchia di anno in anno: si tratta di una cerchia chiusa, composta pi o meno dalle stesse persone (due terzi dei dirigenti censiti al 2004 - et media 61 anni - era gi in carica nel 1998 - et media 56,8 anni). Quindi? Essere informati il minimo. Poi cari giovani forse necessario dare salutari spintarelle ai gerontosauri in circolazione, altrimenti continueremo a vivere in un paese in cui altri hanno deciso il futuro per noi.

    Il Forum Nazionale dei Giovani (www.forumnazionalegiovani.it) una piat-taforma di organizzazioni giovanili, con potenziali sviluppi a livello regiona-le, provinciale e comunale, riconosciuta ufficialmente nel 2004 sullesempio di alcuni stati europei e in coordinamento con lEuropean Youth Forum.

    Tra i soggetti fondatori del Forum figurano alcune tra le pi diffuse as-sociazioni tra cui lAzione Cattolica che sin dal principio ha creduto nella mission del FNG, che quella di dare voce alle giovani generazioni creando un organismo di rappresentanza che possa rinsaldare la rete di rapporti tra le varie associazioni ed essere promo-tore degli interessi giovanili presso Go-verno, Parlamento e istituzioni socio-economiche.

    Gli obiettivi, com intuibile, rap-presentano mete non facili da raggiun-gere e uno dei limiti pi evidenti lattuale mancanza di un radicamento

    diretto e diffuso nel territorio. Difatti, i membri del FNG non sono i singoli giovani, ma le associazioni. Aderisco-no cos al Forum associazioni religio-se, studentesche e culturali, giovanili di partito, professionali e sindacali, spor-tive e ricreative. Se a questa variet, che in s un pregio esemplare, sommia-mo la breve vita del FNG, la mancata rappresentanza di persone non asso-ciate e il confronto non sempre facile tra stili associativi diversi, facilmente giustificabile il fatto che oggi il Forum sia considerato da alcuni un illustre sconosciuto, il quale non perde oc-casione per di essere allaltezza delle finalit illustri cercando di ovviare a unoggettiva ignoranza da parte di mol-ti giovani.

    Sul punto lAzione Cattolica cerca di mettere a disposizione il proprio radi-camento territoriale favorendo una co-noscenza il pi capillare possibile del-le potenzialit di questa piattaforma.

    Inoltre, a livello non solo nazionale, scommette su questa sfida innanzi tut-to testimoniando uno stile associativo di mediazione maturato in decenni di feconda esperienza e mettendo a di-sposizione alcune competenze al fine di favorire una maggiore autorevolezza di un soggetto che viene consultato da alcuni organismi di governo.

    Per questo motivo lAC, tramite lAs-semblea e il Direttivo FNG (che sono i due organi principali), mi ha invitato in questo triennio (2009-2012) a pre-siedere la Commissione Riforme e attivit legislativa dove un gruppo di giuristi (e non solo) dalle idee spesso distanti ma non per questo sempre con-trastanti, ha cercato di offrire spunti di riflessione tramite un serio approfondi-mento (con 5 pubblicazioni in corso) e proponendo i risultati delle ricerche anche in alcuni incontri pubblici (con 10 Convegni in 5 citt dItalia). Lespe-rienza personale positiva, specie per

    Attraverso le parole di uno dei suoi membri, facciamo la conoscenza di un'importante piattaforma

    Alla scoperta del Forum Nazionale dei Giovanigli stimoli ricevuti e la possibilit di un confronto costante e prolungato nel tempo con giovani spesso brillanti e preparati, ma soprattutto appassionati e impegnati a porre le premesse per un futuro migliore del Paese.

    Dal punto di vista personale, credo che molto lavoro rimanga da compiere per definire contorni e soprattutto con-tenuti di una piattaforma in movimen-to, nella quale, come AC, ritengo valga la pena offrire un contributo di qualit, a livello nazionale come a livello loca-le, specie nellattuale momento di crisi del Paese. Su questo e sul servizio della nostra associazione nutro infinite spe-ranze, consapevole della storia dellA-zione Cattolica che ha sempre accolto le sfide pi ardue e che anche oggi pu scommettere la carta della profezia col-laborando anche coi molti giovani pro-tagonisti del FNG.

    Andrea Favarogi Consigliere nazionale AC

    premio Combi: 5 borse di studio da 2500 euro per progetti giovaniL'edizione 2012 del Premio Combi volto a premiare i progetti presentati da giovani (18-28 anni) , vuole essere un segno di fiducia verso le giovani generazioni e la loro capacit di interpretare i bisogni dell'oggi e trovare nuove risposte.Anche l'AC invita a prendere in considerazione tale possi-bilit che pu divenire occasione di premio per giovani.I progetti dovranno avere questi tre requisiti:- l'effettivo riferimento a uno dei grandi valori evangelici- la capacit di offrire un reale e originale contributo alla vita civile:per la sezione a tema libero e per la sezione dedicata al Sinodo dei Ve-scovi La nuova evangelizzazione per la trasmissione della fede cristiana- la possibilit di sostenersi economicamente La scadenza per la presentazione dei progetti l'8 luglio 2012 - il regolamento consultabile sul portale www.premiocombi.it

  • 10maggio

    2012

    L'ANGOLO DELLA LETTuRA

    La crisi di coppia pu sfociare solo nella separazione? No, assicura Rosangela Car

    Rosangela Car, professione mediatrice familiare

    rosangela Car, gallarate-se di origine e responsa-bile di Ac da molti anni nel suo decanato, di pro-fessione una mediatri-ce familiare. Figura poco conosciuta ma essenziale nellaccompagnamen-to delle coppie che sono in crisi dal punto di vista coniugale e hanno in-trapreso un percorso di separazione. Proprio con lei, autrice di un interes-sante volume sul tema, edito da In dialogo, dal titolo La bacchetta ma-gica, abbiamo voluto approfondire questa problematica.

    In Italia assistiamo a una continua crescita di fatiche coniugali; cosa di-cono i dati?

    Le statistiche Istat rilevano lau-mento di separazioni e divorzi. In Italia nel 2009 le separazioni sono state 85.945 e i divorzi 54.456, con un incremento relativamente del 2,1 e 0,2% rispetto allanno precedente. Dal 1995 le separazioni sono aumen-tate di oltre il 64% ed i divorzi sono praticamente raddoppiati (+101%).

    Che cosa non funziona nella vita di coppia? Perch si arriva alla separazio-ne?

    Oggi i matrimoni sembrano na-scere gi fragili, tanto che linstabilit coniugale un fenomeno in costante incremento. Spesso non c un mo-tivo preciso per la separazione: sem-plicemente, non c pi la voglia di mettersi in discussione, di capirsi, di ricominciare. Ma una coppia scop-pia quando entra al suo interno un

    terzo che mina lamore tra i due. Non sempre si tratta di unaltra perso-na: il 30% delle separazioni dovuto allingerenza della famiglia dorigine; altre volte il terzo possono essere il lavoro, un figlio, una malattia, un lutto, laborto, leccessivo ordine/di-sordine in casa, lo sport. Le cause pi frequenti di incomprensione sono il carattere, la mancanza di sincerit e di rispetto; la violenza verbale o fisica; problemi legati alla sfera sessuale; la differenza culturale o di ceto sociale; lincapacit di dialogare, di comuni-care sentimenti; lassenza di interessi comuni o di scelte condivise. Talvolta la coppia ha gi scritto nel suo dna la difficolt a stare unita, perch nata senza i presupposti per essere coppia, come la mancanza di un periodo di conoscenza.

    Esiste un tipo di coppia pi vulne-rabile o si tratta di un male profon-do che tocca tutte le categorie sociali?

    Non esistono unet anagrafica o matrimoniale precisa in cui avven-gono le crisi: possibile che queste avvengano quasi subito o dopo tanti anni dalle nozze; a soli 25 anni di et o oltre i 50; dopo un breve o un lungo fidanzamento o dopo un periodo di convivenza; si separano le coppie sen-za figli e quelle con figli. Se a decidere di separarsi una giovane coppia (28-35 anni di et), spesso i due si cono-scono dai banchi di scuola: allora li aveva uniti un amore folle, privandoli delladolescenza e della costruzione di una personalit matura e da adul-ti si scoprono diversi, incompatibili. Non esiste un ceto sociale unico e neppure la garanzia di una fede reli-giosa nellandamento di un matrimo-nio. Oggi occorre confrontarsi con i

    segni di vulnerabilit che alimentano inquietudine, indecisioni e incapacit di fare scelte progettuali e che richie-dono impegno, responsabilit e qual-che volta anche sacrificio.

    A che cosa serve la mediazione fa-miliare e che tipo di obiettivo si pone?

    La mediazione familiare favorisce lascolto reciproco e la comunicazio-ne per la riorganizzazione delle re-lazioni familiari. Allinterno di uno spazio neutrale, il mediatore familia-re si adopera affinch i genitori trovi-no soluzioni condivise, soddisfacenti per s e per i figli, motivati dallaffet-to per i figli e dal riconoscimento dei loro bisogni.

    Esistono anche possibilit concrete di riconciliazione? A quali condi-zioni questo avviene?

    Non realistico pensare che due persone vadano sempre daccordo;

    litigare deve per diventare occasio-ne di confronto e crescita. possibile ricominciare dopo una forte crisi se crediamo nel perdono. La ferita lascia un segno grande; ma se c lamore tutto si supera. importante guar-dare avanti, vedere il positivo prima del negativo e fare una buona scorta di pazienza! necessario confrontar-si e affrontare insieme le difficolt; indispensabile mantenere viva lintimit, anche dopo tanti anni di matrimonio. La fede, la preghiera fatta insieme, leggere la propria vita matrimoniale alla luce della Parola di Dio sono ausili indispensabili per nutrire lamore. Come Chiesa e come societ dobbiamo mettere sul campo le migliori energie e le strategie pi accurate per promuovere, motivare, conservare il benessere della coppia e della famiglia.

    A cura di Maria Teresa Antognazza

    rosangela Car, la bacchetta magica. Cento incontri nella stanza di mediazione familiare, In dialogo, Milano 2012, pagine 160, 14 euro.

    Questo libro nasce dal desiderio di condividere unesperienza professionale speciale, che sono spesso invitata a raccontare: si tratta degli incontri avuti nei primi dieci anni del mio lavoro nella stanza di mediazione familiare, dove ho incontrato decine di coppie alle prese con la crisi della separazione e del divorzio. Qui ci sono le loro storie, i loro drammi, le ferite e le fatiche del lento lavoro che li porta a riallacciare i fili del dialogo. Il mediatore solo un traghettatore, non pu risolvere i problemi; tocca alla coppia mettersi in gioco e usare la bacchetta magica per passare dalla conflittualit alla mediazione e trovare soluzioni condivise, soprattutto in vista del bene dei figli. I coniugi possono decidere di porre fine alla loro unione matrimoniale, ma non possono annullare lunione geni-toriale, perch essere genitori ed essere figli un legame dal quale non si pu uscire.La bacchetta magica un libro rivolto a tutti coloro che vogliono conoscere da vicino il tema della separazione

    e della crisi della coppia, scoprendo il valore della mediazione familiare come una via privilegiata per chi si avvia alla separazione; come risorsa per i figli che subiscono le conseguenze della separazione dei genitori; come aiuto per la societ intera. Ma si tratta anche di un testo prezioso per quanti operano nei corsi di preparazione alle nozze e nella pastorale familiare.

    rosangela Car, sposata e madre di due figlie, vive e lavora a Gallarate (Varese). Mediatrice familiare e pedagogista, esercita la sua profes-sione privatamente e presso il Consultorio della famiglia del decanato di Gallarate.

  • PAROLA DI VITA 11maggio

    2012

    abbiamo chiesto a don Isacco Pagani, studente al Pontificio Istituto Biblico di Roma, di raccontarci come si avvicinato allo studio della Sacra Scrittura e qualche consiglio per entrare meglio in relazio-ne con la Parola di Dio.

    Come nato il tuo interesse per gli studi biblici?

    Ho sempre vissuto quello per la Parola di Dio come un interesse perso-nale, non mi sarei mai immaginato di dover andare realmente ad imparare la Scrittura. Comunque, fin da quando ero in oratorio, mi piaceva leggere la Bibbia: il don ce la faceva sottolineare con la biro a quattro colori! stato poi in seminario che mi hanno chiesto di andare a Roma a studiare, perch po-tesse diventare una cosa da insegnare ad altri.

    Ci vuole un certo allenamento alla lettura della Parola di Dio. C' molta differenza tra il lettore specialistico e il semplice fedele nella comprensio-ne del testo biblico?

    Come ci ha insegnato la tradizio-ne della Chiesa, bisogna distinguere tra testo scritto e Parola di Dio. La Pa-rola di Dio parla in molti modi e in maniera inesauribile. Il testo scritto una sorgente speciale dalla quale la Parola di Dio scaturisce e parla. Non dobbiamo dimenticare che Dio che parla, e che quindi ci che dipende da noi semplicemente mettersi in ascol-to. Poi, certo, il testo presenta anche delle difficolt perch stato scritto in determinati tempi e con determinate culture: pi si conoscono queste cose pi si pu entrare nella profondit nel testo, cogliendone alcune sfumature. Questo per non preclude a nessuno la possibilit di leggere la Bibbia e di ascoltare la Parola di Dio; piuttosto, uno stimolo perch uno impari a leg-gere sempre pi la Scrittura. Secondo quanto pu e riesce.

    Si pu pensare che ci siano passi del-la Scrittura particolarmente adatti ad interpretare l'attualit, o addirittura il particolare frangente storico che stiamo vivendo?

    La Parola di Dio pu aiutare a leg-gere i tempi, ma il rischio quello di dire: ho davanti questa persona, real-t, o fatto, e per spiegarlo scelgo quel brano l. Invece l'operazione dovrebbe essere inversa: alla luce della Parola di Dio come posso leggere questo fatto, come posso guardare questa persona? Lasciando, cio, che la Parola mi illu-mini e mi aiuti a capire quali sono i segni della presenza di Dio in questo tempo e, da qui, mi aiuti a capire a cosa Dio sta chiamando me, e la Chiesa, oggi, in questa realt. Ogni volta che

    ci si metter in rapporto con la Scrit-tura ci si sen-tir messi in discussione, su ogni am-bito, proprio perch la Bibbia un testo vivo, che chiede sempre di entrare in una relazio-ne.

    Noi che ve-niamo 2000 anni dopo rispetto agli ultimi libri della Bib-bia che sono stati scritti, in che po-sizione siamo verso questo testo che continua a dare i suoi frutti, ma che almeno cronologicamente sempre pi distante da noi? Ci pu essere una sorta di disagio nel leggere una Parola che non corrisponde cronolo-gicamente al nostro tempo...

    Non possiamo dimenticarci che la Parola di Dio si fatta carne in quel tempo e in quel luogo. Quindi, da una parte Dio ha fatto di tutto perch pos-siamo ancora stare in ascolto e perch possiamo ancora sentire questa Parola,

    ha donato lo Spirito santo, ha chiesto ai discepoli e poi via via alla Chiesa la capacit e gli strumenti per poter leg-gere questo testo. La Scrittura distan-te da noi nel tempo ma non rimasta in uno scaffale di biblioteca: Ges si premurato di far s che ci fossero per-sone e una comunit viva che custodis-sero anche la capacit di comprendere. Ecco perch importante non leggere la Scrittura solo da soli ma anche in-sieme alla Chiesa. D'altra parte, dob-biamo sempre domandarci come ci poniamo noi di fronte alla Scrittura: ogni uomo, di ogni tempo e luogo si

    pu porre in modo diverso. Sappiamo che il modo in cui ci poniamo di fronte a que-sto testo conta. Questa la grandezza e la debolezza an-che del testo scritto, ma la stessa grandezza e debolezza, lo stesso rischio che ha corso Ges facendosi uomo: c' chi lo ha colto e chi no, chi lo ha capito e chi no, c' chi lo ha capito prima e chi lo ha capito dopo. Proprio in questa gran-dezza fragile, dice San Paolo, si rivela tutta la potenza di Dio: una potenza che si dona e non si impone.

    Cosa ci insegna la Bibbia al di l della storia della salvez-za?

    La Bibbia insegna a vive-re, nella maniera pi bella,

    pi profonda e completa che si pos-sa immaginare. La Bibbia racconta la storia dell'uomo e di Dio. Ogni volta che la si ascolta e la si medita ci si come coinvolti, e ci si trova quindi a dover riflettere anche sul proprio tem-po, sulle relazioni, sul proprio rappor-to con Dio, su quanto Dio fa, e quindi si possono aprire gli occhi. Per usare un'immagine biblica, come Ges che ripercorre le Scritture con i discepoli di Emmaus: alla fine spezza il pane e l gli occhi si aprono.

    Claudio Urbano

    In dialogo per grandi e piccini

    Don Isacco Pagani: La Bibbia insegna a vivere nel modo pi bello che si possa immaginare

    La bellezza inesauribile della Scrittura

    Luisella Sacchi, Paola Valtorta, raccontami ges. Storie di vangelo per i ragazzi In dialogo, Milano 2012, 5,80 euro

    Far conoscere Ges ai ragazzi attraverso storie in rima. Un agi-le libretto, tutto splen-didamente illustrato, da leggere insieme alla mamma, la sera

    prima di addormentarsi o da usare nel gruppo di catechismo per iniziare a conoscere il Vangelo. Attraverso la forma poetica della filastrocca ven-gono raccontati tutti gli episodi pi importanti della vita di Ges, dallarrivo della stella cometa alla scelta dei discepoli, dalle nozze di Cana fino allultima cena.

    Maurizio Ambrosini, Paola Bignardi, Erminio De Scalzi, Amilcare Risi, Giordano Pisanellieducare in un mondo che cambia. Un ruolo per gli anzianiIn dialogo, Milano 2012, 5 euro

    Le difficolt dell'edu-cazione in questo mo-mento storico portano con s un guadagno

    importante: quello che ci costringe a ripensare al senso che ha l'educare. Non spontaneo l'edu-care; di esso bisogna ridirsi il valore umano, quali sono la ricchezza e l'intensit di umanit che sono insite in quest'esperienza che, mentre ci fa fare la nostra parte nei confronti delle nuove generazioni, contribuisce a costruire anche noi: costruisce noi adulti e anziani, costruisce noi che abbiamo una responsabilit verso i pi giovani.

  • 12maggio

    2012

    EVENTI

    Ornaghi, Miano e Crociata il 20 marzo in Cattolica per il convegno su universit e associazionismo

    Un invito alla collaborazione nei luoghi dell'educazione

    Comunit cristiana, asso-ciazionismo, universit. Luoghi dell'educazione. Questo il titolo del con-vegno organizzato dall'A-zione Cattolica Nazionale e dall'Uni-versit Cattolica del Sacro Cuore che si tenuto nella mattinata di marted 20 marzo presso l'ateneo milanese. Una mattinata di riflessione attorno a quei luoghi dell'educazione tanto nominati quanto dati per scontati, allo scopo di riappropriarsi del significato autentico della missione educativa che la comu-nit cristiana chiamata a compiere.

    Ad aprire il convegno sono stati i sa-luti di Lorenzo Ornaghi, Ministro per i beni e le attivit culturali, di S.E. Mons. Domenico Sigalini, Assistente eccle-siastico generale dell'Azione Cattolica Nazionale, e di Mons. Sergio Lanza, As-sistente ecclesiastico generale dell'Uni-versit Cattolica. A seguire, la relazione

    di S.E. Mons. Mariano Crociata, il quale ha aperto il proprio intervento metten-do in evidenza due pratiche dominanti nel nostro tempo: la prima, la tendenza a considerare leducazione come mera trasmissione di contenuti, la seconda rappresentata dalla tendenza a confon-dere leducazione con la promozione di comportamenti socializzanti. En-trambe queste tendenze rivelano con-seguenze problematiche, che appaiono in contrasto con quella fioritura della persona che deve essere invece loriz-zonte delleducazione.

    La parola poi passata a diversi esponenti del mondo associativo catto-lico, in particolar modo studenti e do-centi che hanno raccontato la propria esperienza di educatori e discepoli in-seriti in un contesto associativo. Gioele Anni, studente della Laurea triennale in Lettere moderne allUniversit Cattoli-ca, ha messo in evidenza come il fatto di fare parte di un gruppo offra la possi-bilit di costruire una relazione con un altro che non pi visto come sem-plice individuo, bens come perso-na nella sua interezza. Anche Alberto Ratti, studente della Laurea magistrale in Economia e Presidente nazionale della Fuci, ha portato la propria testi-monianza di studente che considera lo studio non una pratica fine a se stessa, ma piuttosto come un tempo che pre-

    para alla relazione, alla mitezza, alla costanza della ricerca.

    A chiudere il convegno stato l'in-tervento di Valentina Soncini, Presiden-te dell'Azione Cattolica Ambrosiana, la quale, dopo aver ribadito l'esistenza di legami profondi tra l'Azione Cattolica e l'Universit Cattolica, ha lanciato un invito al rinnovo e al rinvigorimento della collaborazione tra i due soggetti. Nel ribadire il ruolo fondamentale del-le associazioni come tramite tra l'indi-viduo e il bene comune, la Presidente

    ha sottolineato l'importanza di fare rete, lanciando anche in questo caso un appello alla collaborazione con le altre associazioni e movimenti che popola-no la comunit cristiana. Un appello, quello alla collaborazione, ripreso an-che dal Presidente dell'Azione Cattoli-ca Nazionale, Franco Miano, il quale ha esortato a rimettersi sulla comune strada dell'educazione con una carica di fiducia, passione, voglia e desiderio di collaborare.

    Annalisa Perteghella

    Pu, l'attuale teologia del matrimonio, aiutare a formulare un rinnovato paradigma di famiglia?

    In Cattolica il MEIC a convegno

    88 giornata per l'Universit CattolicaRiportiamo di seguito alcuni passi significativi del Messag-gio della CEI per l88 Giornata dellUniversit Cattolica, cele-bratasi lo scorso 22 aprile.Si pu pensare legittimamen-te che il futuro dellumanit sia riposto nelle mani di coloro che sono capaci di trasmettere alle generazioni di domani ragioni di vita e di speranza (Gaudium et spes, n. 31). proprio dei gio-vani amare la vita, immergersi in essa con passione ed entu-siasmo, ma anche ritrarsene, a volte, sconfitti da brucianti espe-rienze; troppo spesso delusi proprio da coloro in cui avevano riposto fiducia e disegnato idea-li. necessario, perci, un solido riferimento alla verit piena. Non c posto per le ideologie della violenza, per la corruzione, per la smania di potere e di posses-so. La prospettiva escatologica apre il credente ai cieli nuovi e ad una terra nuova (cfr Ap 21,1) dove Dio asciugher ogni lacri-ma dai loro occhi e non vi sar pi la morte n lutto n lamen-to n affanno, perch le cose di prima sono passate. E Colui che sedeva sul trono disse: Ecco, io faccio nuove tutte le cose (Ap 21,4-5). A cominciare dallumile, fattivo, impegno quotidiano.

    novit in famiglia? La teologia del matrimonio per una rinnovata idea di famiglia il titolo di un interes-sante convegno che ha avuto luogo il 15 marzo scorso allUniversit Cattolica di Mi-lano. A partire dalla constatazione dei debi-ti molto forti che storicamente la teologia cristiana del matrimonio ha contratto nei confronti della forma culturalmente ege-mone di istituzione famigliare (caratteriz-zata da una autorit paterna assoluta, dalla sottomissione della moglie, dal primato della finalit procreativa), il convegno si proposto di verificare se lattuale teologia del matrimonio possa aiutare a formulare un rinnovato paradigma di famiglia: soprat-tutto oggi che quella forma tradizionale di famiglia non esiste pi.

    Quattro i relatori: Claudio Doglio (Facolt teologica di Milano) ha mostra-to come il matrimonio cristiano prenda senso dal rapporto sponsale tra Cristo e la Chiesa: un rapporto che ad un tempo re-lativizza il matrimonio, ma che anche lo esalta, rendendolo una via autentica di par-tecipazione alla vita stessa di Dio. Giorgio Campanini (Universit di Parma) ha posto la questione di cosa renda un matrimonio

    tra cristiani un matrimonio cristiano, rispondendo che ogni matrimonio se autenticamente tale ha un carattere reli-gioso e implicitamente sacramentale (ci che, nel dibattito pubblico, rende in qual-che modo pertinente la difesa ecclesiastica delle ragioni del matrimonio civile). An-drea Grillo (Pontificio Ateneo S. Anselmo di Roma) ha mostrato come si debba supe-rare lalternativa secca tra famiglie di fatto e famiglie di diritto riconoscendo che lo spe-cifico cristiano sta nella famiglia di mistero e di dono: il sacramento del matrimonio infatti irriducibile al piano dei fatti e a quello giuridico del diritto.

    Esso non semplicemente consen-so tra gli sposi, ma consenso bene-detto: cio il dono di grazia che abilita gli sposi allimpegno reciproco. Giuseppe Angelini (Facolt teologica di Milano) ha quindi posto laccento sulla necessit di una maggiore attenzione ecclesiale alle trasformazioni epocali che investono oggi la famiglia, a partire dal riconoscimento di come essa sia uno dei luoghi privilegiati di formazione dellautonomia e dellidentit personale degli individui. Promosso dal Meic di Milano insieme allAssociazione

    Direttore responsabile: Gianni BorsaDirettore editoriale: Annalisa Perteghella

    Hanno collaborato a questo numero:Paolo Rappellino, Donata Sala, Claudio Urbano, Elisa Verrecchia Valentina Soncini, Paolo Bovio, Maria Teresa Antognazza, Vittorio Castoldi, Martin